Creare una strategia di content curation per aumentare il coinvolgimento

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INDICE

Oggi il web è un bacino enorme di contenuti dal quale gli utenti possono attingere per informarsi e intrattenersi. Questo fermento rappresenta tuttavia anche un elemento di difficoltà per un brand, che si trova a non sapere come impostare una strategia di content marketing efficace e rilevante per il proprio pubblico, nonché a dover investire sempre di più per creare contenuti accattivanti

In questo contesto, la content curation permette di abbassare un po’ questo grado di difficoltà, permettendo ai team di marketing di condividere contenuti creati da altri, ma riadattati in base all’identità del brand

Vuoi sapere cos’è la content curation e come si può integrare in una strategia di content marketing? Ecco la guida che fa per te! 

Cos’è la Content Curation e perché è importante

Viene definito Content Curation Marketing la strategia che prevede la selezione e la condivisione di contenuti che non vengono creati direttamente dal brand, ma da altri marchi o creator, con lo scopo di intrattenere e coinvolgere gli utenti. Può trattarsi di articoli scritti da altri, guide, post, meme, reel e così via.

Questa modalità di condivisione è dunque molto diversa dalla content creation, poiché non prevede la produzione di contenuti inediti da zero, ma la ricerca, la raccolta e la diffusione di contenuti già esistenti

Questo non vuol dire però che non ci sia alcuna strategia alle spalle: seguire un progetto di content curation non significa pubblicare qualsiasi cosa possa piacere al pubblico, ma effettuare una ricerca accurata e selezionare solo contenuti pertinenti, coinvolgenti e in linea con la personalità o la mission del brand. Solo in questo modo i vantaggi della content curation possono risultare evidenti per la tua azienda! 

Vantaggi della Content Curation per il coinvolgimento del pubblico

Pur essendo un aspetto importante, come vedremo fra poco, amplificare il coinvolgimento degli utenti con la content curation è solo uno dei grandi vantaggi di questa strategia, che rientra in una strategia di content marketing ben ragionata. 
Selezionando in modo consapevole i contenuti, l’azienda può ottenere molti benefici:

Savings

Ottimizzazione delle risorse

Creare contenuti da zero richiede un grande dispendio di tempo ed energia (e di conseguenza anche di denaro). Bisogna analizzare il target, trovare l’idea giusta, coinvolgere diversi membri del team nella creazione di contenuti testuali e visivi, e così via. Diversamente dalla content creation pura, la curation ti permetterà di risparmiare qualche passaggio, ottimizzando le risorse a disposizione. 

 

Groups

Aumento dell’engagement

Condividere dei bei contenuti – anche se non sono stati creati personalmente – è sempre un ottimo modo per coinvolgere il pubblico. Per questo per un’azienda è vantaggioso migliorare l’engagement con la content curation, poiché grazie a contenuti utili – che intrattengono, informano ed emozionano – gli utenti si sentono ingaggiati e attratti da ciò che il brand ha da dire, un grado di coinvolgimento che aumenta la brand awareness.

 

Neurology

Potenziamento della leadership intellettuale

grazie alla condivisione di contenuti interessanti e rilevanti, in linea con il brand, quest’ultimo conquista la fiducia degli utenti e aumenta la propria credibilità, mostrando competenza nel proprio settore.

Hub

Ampliamento della rete

Attraverso la content curation non è possibile solo entrare più facilmente in contatto con i propri utenti, ma anche ampliare la rete di contatti utili. Questo avviene dal momento in cui si seleziona e si condivide il contenuto di qualcun altro. Ricorda di accreditare sempre l’opera al proprio creatore, attraverso tag o menzioni, in modo da mostrare correttezza e trasparenza, ma anche per creare potenzialmente nuove relazioni con i creator.   

 

Event_Available

Arricchimento del calendario editoriale

Trovare di mese in mese contenuti sempre originali non è un’impresa facile, soprattutto a lungo andare. Per questo usare la content curation per l’engagement è una strategia ottimale per dare al team di content marketing un po’ di respiro, arricchire il calendario editoriale con post più semplici da condividere, a patto che siano sempre in linea con i trend del momento e gli interessi del pubblico. 

 

Monitoring

Miglioramento della SEO

La content curation ha infine anche un impatto positivo sulla SEO, poiché condividere contenuti di qualità porta traffico a siti, blog e piattaforme, migliora il posizionamento e aumenta i backlink.

Come creare una strategia efficace di Content Curation

Dopo aver illustrato i vantaggi che un strategia di content curation porta alle aziende, è bene sottolineare che – per quanto condividere contenuti creati da altri sia più semplice di crearne di nuovi – ci sono comunque delle best practice da seguire per ottenere dei buoni risultati, dalla definizione del target alla personalizzazione dei contenuti.  

Identificare il pubblico target e gli obiettivi

Cinema, arte, letteratura, teatro e sport sono contesti molto diversi, ma accomunati da un aspetto molto importante: il pubblico. È lui a influenzare il tono e lo stile, nonché a determinare la buona riuscita del contenuto e del messaggio. Lo stesso vale per il content marketing in generale, motivo per cui nessuna strategia di content curation può prescindere da un’accurata analisi del target

Il team di marketing dovrà definire le caratteristiche principali del proprio pubblico, come dati demografici, posizione lavorativa, interessi, comportamento online, difficoltà, etc. In base a queste informazioni risulterà più facile ricercare contenuti rilevanti e stimolanti da condividere, capire quali sono i trend che gli utenti hanno più a cuore e selezionare così gli argomenti migliori per fare content curation. 

Altrettanto importante è la definizione degli obiettivi: qual è lo scopo della tua strategia? Desideri fare content curation per aumentare la lead generation? O preferisci invece investire in una content curation per la brand awareness?
I contenuti da condividere e il modo in cui li diffondi cambiano a seconda di ciò vuoi ottenere. È necessario avere ben chiaro questo aspetto, prima di avviare la strategia vera e propria.

Selezionare le fonti e i contenuti più rilevanti

Il web è un bacino enorme di informazioni e dati, ma non è detto che tutto quello che circola su siti, blog, social network e forum sia attendibile. Per fare content curation è necessario assicurarsi che ciò che si condivide non sia solo rilevante e stimolante per l’utente, ma anche affidabile, attraverso una ricerca accurata delle fonti.

fonti di content curation

Aiutati dalla ricerca condotta sul target e sui trend, potrai definire un database di fonti autorevoli e sarà poi più facile per te curare contenuti rilevanti. L’autorevolezza garantirà in primis l’attendibilità di notizie e approfondimenti, ma aumenterà anche la fiducia da parte degli utenti e ti aiuterà a curare contenuti rilevanti.  

Allo stesso modo, può essere utile anche selezionare un lista di fonti da cui invece è preferibile non attingere, come competitor o creator controversi. 

Ottimizzare i contenuti per la SEO e la distribuzione

Creare contenuti interessanti, rilevanti e ad alto tasso di interazione è fondamentale per essere notati su un web saturo di informazioni. In questo senso risulta evidente il rapporto tra content curation e SEO, una risorsa preziosa, quest’ultima, per aumentare il traffico verso i propri contenuti

Per farlo è necessario seguire questi passaggi: 

Trending_Up

Esegui una keyword analysis

Utilizzando tool utili per la content curation e la SEO come Ubersuggest o SEMRush, è possibile individuare le parole chiave più cercate sul web e quelle correlate, per poi analizzare quelle che sono in linea con i tuoi obiettivi e utilizzarle per condividere i contenuti in modo più mirato, in base ai gusti del pubblico

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Tieni presente l’autorevolezza delle fonti

Come anticipato sopra, le fonti sono molto importanti, non solo per la pertinenza dei contenuti. L’aurevolezza dei domini da cui attingi per la condivisione dei contenuti è un aspetto fondamentale per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca, poiché essa determina la credibilità e la qualità della fonte.

Auto_Stories

Ottimizza i contenuti per la leggibilità

I contenuti condivisi non devono solo offrire qualità, rilevanza e valore, ma anche essere facilmente fruibili dal pubblico, attraverso la scelta di un formato adeguato. Questo obiettivo può essere raggiunto dividendo per esempio un testo in paragrafi brevi, usando elenchi puntati, spazi, sottotitoli, infografiche, video e immagini. È inoltre utile includere elementi SEO per ottimizzare il testo per i motori di ricerca, come tag title, meta description, alt text per le immagini, url ottimizzati e link interni efficaci. 

Monitoring

Monitora le performance

Dopo aver stabilito gli obiettivi e delle metriche mirate per valutare il successo della tua strategia di content curation, non dimenticare di analizzare le performance ottenute dai contenuti condivisi, come vedremo nello specifico nel paragrafo dedicato. 

Personalizzazione e storytelling per aumentare il valore

Condividere contenuti di altri creator può sembrare semplice, ma le modalità “copia e incolla” difficilmente portano ai risultati sperati. Ogni buon strategia di content curation ha bisogno di essere arricchita con qualcosa che solo l’azienda può apportare: la personalizzazione.

La personalizzazione della content curation non prevede solo la selezione attenta degli argomenti in base agli interessi del pubblico, ma anche adattare il messaggio alla voce del brand, ai suoi valori e alla sua personalità.

Copiare e incollare i contenuti di qualcun altro non porta un reale valore aggiunto, motivo per cui il brand dovrebbe contestualizzare post, articoli e news e fornire il proprio personale punto di vista attraverso opinioni, suggerimenti, approfondimenti, oppure adattare i contenuti in base al tone of voice dell’azienda. Un altro modo per avvicinare gli utenti alla personalità del brand è utilizzare lo storytelling nella propria content curation, condividendo contenuti per raccontare il dietro le quinte dell’azienda, per raccontare i propri valori o per presentare il prodotto in un modo emotivamente coinvolgente

Canali e strumenti per la Content Curation

Mentre un tempo le strategie di content marketing – e quindi anche di content curation – erano prettamente manuali, oggi esistono un’infinità di tool, gratuiti o a pagamento per far fronte alle diverse fasi di questa strategia: definizione del target, reperimento di fonti e contenuti, identificazione dei trend e così via. Ecco i migliori! 

Strumenti per automatizzare la Content Curation

L’utilizzo di strumenti di automazione per la content curation è una scelta vantaggiosa, poiché supporta il team di content marketing nel reperimento di informazioni sul target e sui suoi interessi, nella ricerca di fonti e contenuti rilevanti e nella condivisione di questi ultimi in modo semplice. 

I content curation tool sono moltissimi, ma tra i migliori spiccano:

Diamond

ContentGems

Questo strumento utilizza l’automazione per analizzare i contenuti web in tempo reale e consigliare quelli più in linea con determinati trend o preferenze del pubblico. È possibile creare flussi e filtri personalizzati per raccogliere i contenuti più adatti per la tua strategia.

Language

Feedly

Uno dei migliori strumenti AI per la content curation, Feedly analizza un gran numero di fonti online e seleziona i contenuti più pertinenti in base ai trend, ai gusti del pubblico e alle necessità del brand. Mostra inoltre gli aggiornamenti su questi argomenti e raccoglie tutte le informazioni in un unico luogo. Permette inoltre di creare raccolte di contenuti personalizzate.

Notifications

BuzzSumo

Questo strumento di content curation ti permette di reperire i contenuti più condivisi sul web in base a determinate parole chiave, nonché di individuare i migliori creator che operano in questi ambiti. Invia inoltre degli alert automatici ogni volta che viene pubblicato un nuovo contenuto o un aggiornamento, e permette di creare librerie personalizzate

 

File_Copy

Quuu

Questo tool rappresenta una risorsa preziosa per la content curation sui social. Identifica i migliori contenuti in base al tuo pubblico e al tuo settore, e ti permette di programmarli sulle principali piattaforme tenendo conto dei migliori orari di condivisione. 

 

Mail

Curata

Eccellente per una content curation a 360°, Curata è un tool basato sull’Intelligenza Artificiale che scandaglia il web alla ricerca di contenuti rilevanti in base alle tue preferenze. Facilita la ricerca di fonti autorevoli e permette di condividere tali contenuti sia sui social network  che tramite mail, integrandosi bene con le principali piattaforme CRM.

Content Curation sui social media: best practices

Nel content marketing come nella vita, il contesto è tutto, e per questo diverse piattaforme si prestano a strategie di content curation diverse. Sui social questa pratica è molto importante, poiché permette al brand di tenere il proprio pubblico sempre ingaggiato e di migliorare la brand awareness

Dopo aver stabilito gli obiettivi e identificato il pubblico, è importante scegliere i canali social migliori dove agire. Quali sono le piattaforme più utilizzate dal tuo target? 
In base alla risposta è possibile restringere il campo e progettare una strategia di content curation per i social media mirata, in modo da non disperdere le energie. Se il tuo pubblico utilizza più piattaforme, è possibile che tu debba presidiarne più di una, ma tieni conto dei loro ToV e dei loro algoritmi. Dato che ogni piattaforma è diversa, le strategie di content curation per LinkedIn saranno diverse da quelle per Instagram, così come una strategia di content curation per Facebook non sarà uguale a quella per TikTok. 

Il pubblico non è l’unico elemento da considerare: malgrado la necessità di differenziarsi, osservare quello che fanno i competitor è altrettanto importante, poiché serve per vedere i contenuti da loro pubblicati e quali strategia sembrano funzionare. Al tempo stesso permette di identificare le lacune da colmare con i nostri contenuti. 

Non dimenticare infine un aspetto importante come la condivisibilità. Alla base del successo sui social c’è la capacità di fornire contenuti interessanti al pubblico e di favorire le interazioni. Una best practice cruciale dunque è selezionare e postare contenuti che si prestino bene a essere ricondivisi

Content Curation per blog e newsletter

Nella content curation per blog e newsletter è fondamentale analizzare i trend e sfruttare le parole chiave più ricercate dagli utenti sul web, in modo da raccogliere un buon numero di idee per dei contenuti interessanti.

Non si tratta però di attuare una condivisione pura, senza alcun contributo da parte del brand: supportati di una buona strategia SEO, che fornisca le parole chiave più adeguate, i link utili e una struttura efficace, gli articoli del blog devono essere ingaggianti e portare l’utente alla lettura (e magari anche alla condivisione). Per questo è cruciale trovare una headline accattivante, che suggerisca fin da subito il vantaggio di cui l’utente potrà godere leggendo il pezzo. 
Il  contenuto creato da altri deve inoltre essere accompagnato da un’introduzione e da una conclusione originali, che calino le news o gli approfondimenti in un contesto comprensibile. 

Una content curator per newsletter dovrebbe seguire a grandi linee le stesse regole. Anticipati da un oggetto e da un testo di anteprima accattivanti per non essere cestinate, le mail devono fornire agli utenti dei contenuti rilevanti, in linea con i loro interessi, ma anche essere inviate con criterio e senza bombardare l’utente di mail poco utili. 

Errori da evitare nella Content Curation

Non tutte le strategie di content curation risultano efficaci, soprattutto quando vengono condotte con superficialità. Nel portare avanti l’opera di condivisione è facile commettere tanto delle leggerezze inconsapevoli quanto delle vere e proprie scorrettezze, motivo per cui avere ben chiari quali sono i principali errori nella content curation è cruciale per avere successo: 

1

Copiare i contenuti

Condividere contenuti curati è una pratica legale, ma questo non significa che non sia regolato da alcune norme. Se posti contenuti creati da altri, assicurati sempre di avere il consenso da parte degli autori e soprattutto di accreditarli per rispettare il loro lavoro, ma anche per non incappare in violazioni del copyright. Agire in questo modo è inoltre una buona pratica per mantenere la fiducia del pubblico.

 

2

Condividere senza criterio o valore

Per fare content curation nel modo giusto è sempre cruciale rispettare alti standard di qualità e pertinenza. Per ottenere l’interesse del pubblico nel tempo e aumentare la brand awareness è fondamentale curare contenuti rilevanti, personalizzati e dotati di valore aggiunto

 

3

Condividere solo contenuti curati

La percentuale ideale di contenuti curati in una strategia di content marketing è del 60%, mentre i contenuti originali dovrebbero rappresentare il 40%. Pubblicare solo contenuti curati non permette al brand di fornire un reale valore agli utenti o di distinguersi rispetto ai competitor. Creare contenuti originali a supporto del resto invece dà valore, aumenta la credibilità del brand, migliora il posizionamento SEO e permette al brand di rafforzare la propria autorevolezza di fronte al pubblico. 

 

4

Limitarsi a un solo formato

Allo stesso modo, un po’ di varietà è necessaria anche per quanto riguarda i formati utilizzati. Optare per un formato unico non permette al team di marketing di effettuare dei test e di capire quali siano i post più efficaci, mentre offrire varietà permette invece di essere originali e tenere alta l’attenzione del pubblico.

5

Trascurare l’analisi delle performance

Infine, nessuna strategia di content può dirsi completa senza un’accurata misurazione delle performance, una pratica che permette di verificare se la curation è stata efficace, quali sono i risultati portati a casa,  quali contenuti hanno funzionato di più e quali invece si sono rivelati deludenti. In poche parole analizzare le performance permette di capire se gli obiettivi sono stati raggiunti e in quale modo, per migliorare le strategie future.

Come misurare il successo della tua strategia di Content Curation

Come anticipato nel paragrafo precedente, non esiste strategia di marketing che non benefici di una buona analisi delle performance, e la content curation non sfugge a questa regola. Durante la definizione degli obiettivi è cruciale anche stabilire delle metriche chiave da tenere sotto controllo per capire se la curation è stata efficace. 

Non tutte le metriche hanno però lo stesso valore per il brand, ma solo quelle che rispondono agli obiettivi stabiliti in partenza, come engagement, aumento della brand reputation o dell’awareness, aumento del traffico al sito web, aumento dei lead o delle vendite. Tenere conto di tutti questi obiettivi è importante anche per capire qual è stato il ROI della content curation, ossia il ritorno sull’investimento in termini di risultati concreti ottenuti rispetto alle risorse impiegate. 

In generale, tra le metriche per la content curation più utilizzate spiccano:

  • Traffico e interazioni sul sito: numero di visite, tempo di permanenza, tasso di rimbalzo, interazioni, backlink ottenuti. 
  • Performance delle newsletter: tasso di apertura delle email, interazione con i link, lead generati, disiscrizioni o annullamenti. 
  • Engagement sui social: aumento dei follower, interazioni sui post, commenti, DM e feedback, sentiment analysis.

Per monitorare al meglio i risultati, assicurati di utilizzare strumenti affidabili, a partire da Google Analytics, che ti permette di monitorare il traffico sui siti web e analizzare il modo in cui gli utenti interagiscono con le pagine. Con Sprout Social puoi analizzare le performance dei tuoi contenuti sui social, valutando il tasso di engagement e le conversion, mentre l’andamento di mail e newsletter può essere valutato con strumenti di CRM come ActiveCampaign e Mailchimp, che condividono le metriche più rilevanti come tassi di apertura, click a link interni, rimbalzi, disiscrizioni, etc.

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AUTORE

Erica Gatti

ROMI Manager e Digital Strategist

Marketing Manager, da cinque anni sviluppo analisi e strategie di crescita per le aziende di servizi, aiutandole a comunicare il loro valore.

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