Passare dalla leadership gerarchica alla leadership distribuita

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INDICE

Un’azienda che si definisce moderna sa bene che il vecchio modello di leadership gerarchica mostra da tempo tutti i suoi limiti. Questo vale soprattutto per le PMI: affidarsi a un unico vertice decisionale non è solo inefficiente, ma rischia di soffocare l’innovazione e rallentare le inevitabili decisioni che si devono prendere in azienda.

Esiste però un modello alternativo, cioè la cosiddetta leadership distribuita, che valorizza le competenze di tutti, promuove la collaborazione e trasforma ogni membro del team in un protagonista attivo del successo aziendale.

Ora prova a immaginare questo scenario: un’azienda in cui le decisioni non vengono imposte dall’alto, ma emergono dalla collaborazione tra leader e collaboratori, grazie a un dialogo costante e trasparente. Alcuni imprenditori potrebbero temere di perdere il controllo instaurando anche in parte questo modello: tutt’altro.

L’obiettivo è invece quello di moltiplicare il potenziale e per farlo serve un cambio di mentalità, che significa avere maggiore agilità e di conseguenza dipendenti più motivati e un’azienda capace di adattarsi alle sfide del mercato con una velocità sorprendente. Pronto a rivedere il modo in cui guidi la tua azienda? 

Cos’è la leadership gerarchica?

La leadership gerarchica è il modello più tradizionale e diffuso di gestione, basato su una struttura verticale che concentra il potere decisionale nei livelli superiori dell’organizzazione.

Si parla in questo caso di approccio top-down, in cui il potere si concentra nelle mani dei dirigenti e viene trasmesso ai livelli inferiori per esecuzione. C’è insomma una chiara separazione tra chi guida e chi esegue.

All’interno di questa gerarchia ogni livello è responsabile della supervisione del livello immediatamente inferiore. Un elemento centrale della leadership gerarchica è il middle management, che funge da ponte tra i vertici e il personale operativo. Eco cosa svolge il middle management: 

Implementa decisioni strategiche definite dai dirigenti superiori.

Monitora le performance e fornisce feedback ai subordinati.

Gestisce le attività quotidiane delegando i compiti

I limiti della leadership gerarchica

La leadership gerarchica mostra i suoi limiti in ambienti caratterizzati da complessità e dinamismo. Uno dei principali problemi è la rigidità organizzativa, che di sicuro rallenta i processi decisionali. Poiché il potere è concentrato nei vertici, ogni decisione deve passare attraverso più livelli, riducendo la capacità dell’organizzazione di rispondere rapidamente ai cambiamenti​.

Questa rigidità si riflette anche sulla gestione del cambiamento. Secondo una ricerca Gartner, l’80% delle aziende gestisce il cambiamento attraverso un approccio di gestione dall’alto in basso, coinvolgendo principalmente i dirigenti ed escludendo i collaboratori. Questo approccio spesso genera resistenza interna e un basso tasso di successo delle iniziative di cambiamento.

Inoltre, il modello gerarchico tende a limitare la collaborazione e la creatività, poiché i dipendenti non vengono coinvolti nei processi decisionali, sentendosi dei meri esecutori. Questo può portare a una diminuzione delle performance aziendali.

Leadership distribuita: una nuova visione organizzativa

La leadership distribuita si presenta come un’alternativa moderna e innovativa al modello gerarchico. Si concentra sul processo e non particolarmente sui ruoli specifici dei leader. A differenza della leadership gerarchica, che centralizza il potere decisionale nei vertici aziendali, la leadership distribuita promuove una gestione condivisa, coinvolgendo più individui o team all’interno dell’organizzazione.

Questo modello è caratterizzato da:

1

Leadership decentralizzata

La leadership distribuita supera il modello gerarchico, permettendo che il potere decisionale emerga a ogni livello e favorendo una collaborazione attiva tra i team per obiettivi comuni.

2

Cultura inclusiva e innovazione

3

Condivisione di responsabilità

Ogni membro del team ha un ruolo attivo nei processi decisionali, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi comuni.

 

tipologie di leadership

Quando adottare la leadership distribuita

Di certo non tutte le organizzazioni sono pronte o hanno bisogno di una leadership distribuita, anche se questo modello è particolarmente indicato in contesti che richiedono strutture organizzative flessibili e team altamente autonomi. 

La leadership distribuita è ideale in particolare durante i processi di transizione organizzativa, quando è necessario coinvolgere tutte le parti dell’organizzazione per implementare il cambiamento con successo. Inoltre, questo modello si adatta perfettamente agli ambienti che privilegiano la creatività e l’innovazione.

Come passare dalla leadership gerarchica alla leadership distribuita

La transizione dalla leadership gerarchica a quella distribuita coincide praticamente con una trasformazione culturale dell’azienda. Significa ripensare radicalmente il modo in cui un’organizzazione opera, prendendo in considerazione non solo la distribuzione delle responsabilità, ma anche il coinvolgimento attivo di ogni individuo nei processi decisionali. Bisogna quindi affrontare un percorso strutturato, lavorando su competenze, processi e cultura aziendale. 

Cambiare la mentalità aziendale

Cambiare la cultura organizzativa è il primo passo da fare se si vuole adottare una leadership distribuita. Questo significa promuovere valori come la fiducia reciproca, la collaborazione e una leadership etica, in cui l’interesse collettivo supera quello individuale.

Come procedere? Bisogna creare un ambiente in cui i dipendenti si sentano ascoltati, valorizzati e liberi di proporre idee. In questo caso la fiducia è un ingrediente essenziale. Oltre a questo è necessario che i leader guidino attraverso l’esempio, dimostrando trasparenza nelle decisioni e coerenza con i valori aziendali. Questo approccio strategico rafforza il coinvolgimento dei dipendenti, rendendoli partecipi della missione aziendale e più propensi a sostenere il cambiamento.

Definire processi decisionali condivisi

La leadership distribuita si basa sull’adozione di processi decisionali condivisi, in cui la collaborazione tra i membri dell’organizzazione migliora la qualità delle decisioni e distribuisce equamente la responsabilità.

  • Collaborazione aziendale: le decisioni emergono attraverso gruppi di lavoro interfunzionali e strumenti digitali, integrando diversi punti di vista per scelte più informate e innovative.
  • Responsabilità condivisa: secondo McKinsey, la collaborazione trasversale tra i team aumenta produttività e innovazione, valorizzando il contributo di tutti.
  • Trasparenza e chiarezza: processi chiari  aiutano ogni dipendente a comprendere il proprio ruolo, rafforzando l’impegno verso obiettivi comuni.

Formazione e sviluppo delle competenze

Come sempre la formazione continua è un investimento fondamentale in qualsiasi area aziendale, soprattutto per passare a un modello in cui le decisioni sono condivise. Leader e team devono, infatti, sviluppare competenze specifiche per lavorare in un ambiente caratterizzato da maggiore autonomia e responsabilità. Ad esempio:

1

Competenze per i leader

Sviluppare abilità come coaching, mentoring e competenze per delegare in maniera più efficace.

2

Competenze per i collaboratori

Rafforzare soft skills come problem solving, comunicazione e gestione del tempo per migliorare l’efficacia individuale e di squadra.

Le aziende che promuovono l’apprendimento continuo, ad esempio tramite programmi personalizzati e piattaforme digitali, ottengono un miglioramento nelle performance complessive, secondo una ricerca di Harvard Business Review.

Monitorare e adattare il processo

Infine è fondamentale un monitoraggio continuo per valutare l’impatto del cambiamento e apportare eventuali correzioni nel corso del tempo. È importante raccogliere feedback dai dipendenti, analizzare i dati sulle performance aziendali e creare momenti di riflessione collettiva per discutere i risultati ottenuti.

Un clima di innovazione collaborativa, dove il dialogo è aperto e costruttivo, consente di identificare rapidamente i punti di forza e le aree di miglioramento. Inoltre, un clima organizzativo positivo favorisce la partecipazione attiva di tutti i membri dell’organizzazione, aumentando la coesione e il senso di appartenenza.

I benefici della leadership distribuita per le imprese

Adottare un modello in cui le decisioni non sono prese solo dall’alto può portare benefici e vantaggi concreti all’interno di un contesto aziendale. Scopriamo quali.  

Miglioramento delle performance aziendali

La leadership distribuita migliora le performance aziendali grazie alla sinergia del team, al coinvolgimento nei processi decisionali e alla maggiore resilienza organizzativa. Questo approccio, che valorizza competenze e prospettive diverse, porta a decisioni più informate e risposte rapide alle sfide operative, promuovendo una cultura inclusiva e produttiva.

  • Decisioni più efficaci: coinvolgendo diversi punti di vista, si ottengono soluzioni innovative e mirate.
  • Maggiore coesione: la condivisione delle responsabilità favorisce il lavoro di squadra e l’allineamento verso obiettivi comuni.

Crescita del coinvolgimento e della motivazione dei dipendenti

Un altro importante beneficio della leadership distribuita è l’aumento del coinvolgimento dei dipendenti e della loro motivazione. Sentirsi parte integrante dei processi decisionali non solo migliora il morale, ma contribuisce anche a creare un ambiente di lavoro più inclusivo e collaborativo.

I team autonomi, che operano con maggiore responsabilità e indipendenza, sviluppano un senso di appartenenza più profondo verso l’organizzazione. Secondo Gallup, le aziende che promuovono un alto livello di coinvolgimento del personale vedono un incremento del 23% nella redditività.

Conclusioni

In definitiva, i benefici della leadership distribuita sono evidenti: migliori performance aziendali, un maggiore coinvolgimento dei dipendenti, e una più alta capacità di innovazione e adattamento. Adottare questo approccio non è solo una scelta strategica, ma una necessità per affrontare le complessità del futuro.

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angelo pastorelli romi ceo

AUTORE

Angelo Pastorelli

CEO

Sono un imprenditore da oltre 10 anni e ho fondato ROMI con l'obiettivo di creare una realtà che possa essere artefice della crescita delle società che vendono Servizi in Italia.

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