Nello sviluppo di questa nuova era digitale – che ha aperto le porte all’Industria 4.0 – la risorsa più importante di cui le aziende dispongono è il dato, ossia un’informazione prodotta dal comportamento di un utente online, che può essere utilizzata nel digital marketing per conoscere più da vicino il modo in cui quest’ultimo agisce, al fine di progettare strategie sempre più efficienti. L’analisi attenta di queste informazioni – definita Big Data Analysis – è cruciale per fare in modo che le operazioni aziendali raggiungano l’obiettivo e garantiscano al business il proprio vantaggio competitivo. Ecco una guida su come analizzare i dati per mantenere alte le vendite!
Cos’è il Data-Driven Sales
Questo processo non avviene schioccando semplicemente le dita, ma viene condotto impiegando potenti tool digitali di analisi, che prendono i Big Data e li studiano in modo approfondito, rappresentandoli prima in grafici e poi valutandoli come indicatori del comportamento degli utenti.
Mentre un tempo l’antenata della Big Data Analysis era affidata a processi manuali lunghi e complessi, oggi tutto questo viene svolto in tempi molto più ristretti grazie a tecnologie avanzate (e competenze specifiche), come computer di ultima generazione, algoritmi e AI, in grado di elaborare i moltissimi dati prodotti ogni giorno dall’utente in rete e di estrapolare informazioni importanti per l’azienda.
Perché il Data-Driven è essenziale per le aziende moderne
In virtù dei moltissimi dati prodotti dagli utenti (e dunque dai potenziali clienti di un’azienda), adottare un approccio data-driven è fondamentale per migliorare le performance nelle vendite, aumentare i profitti e garantire ai clienti – grazie alle analisi predittive – un’offerta che sia sempre più in linea con le loro preferenze, espresse proprio tramite il loro comportamento in rete.
Il Data-Driven Sales non si limita tuttavia a questo, ma abbraccia ambiti e concetti diversi che vanno a complessificare la questione e a porre l’attenzione su una serie di vantaggi molto rilevanti. Per esempio:
Evidenzia i comportamenti degli utenti
I dati portano con sé informazioni utili sul modo in cui gli utenti agiscono utilizzando dei dispositivi connessi a una rete. Il loro comportamento è lo specchio delle loro abitudini e delle loro esigenze, motivo per cui saper leggere questi dati è fondamentale per approfondire ciò che i clienti desiderano e adattare la strategia aziendale in base a questo.
Guida le strategie di marketing
Sapere cosa gli utenti desiderano non serve solamente a offrire prodotti o servizi più in linea con i loro gusti (o capaci di far fronte a eventuali dubbi o problemi), ma prepara anche il terreno a strategie di marketing più mirate, per comunicare al cliente in modo più accattivante.
Permette di effettuare analisi predittive
Nessuno nel marketing possiede una sfera di cristallo per prevedere il futuro e attuare un’ottimizzazione delle vendite in base a ciò che vi si scorge, ma un compito più o meno simile (ovviamente con dei limiti), viene svolto dalle analisi predittive, ossia un processo che permette alle aziende di sfruttare algoritmi e altri strumenti di analisi per fare delle previsioni di vario tipo, tra cui anche pronostici su come i clienti si rapporteranno al brand in futuro, per creare prodotti o servizi sempre più personalizzati.
Migliora la fidelizzazione e la customer satisfaction
Tra le cose che più un cliente desidera nel processo di acquisto e nel contatto con l’azienda è sentirsi ascoltato e apprezzato. La data analysis è uno strumento molto prezioso per fare in modo che questo avvenga, poiché mette in luce i suoi desideri e gli eventuali problemi che possono presentarsi nel customer journey. Tenendo conto di queste informazioni l’azienda può personalizzare ulteriormente l’esperienza di acquisto attraverso percorsi mirati, esperienze interattive, servizi su misura o un’assistenza clienti ancora più efficiente. Questo non fa che incrementare la soddisfazione del cliente, facilitando il processo di fidelizzazione.
Ottimizza i processi e incrementa le vendite
L’analisi dei dati non è utile solamente per individuare opportunità di crescita al di fuori dell’azienda – per esempio in una maggiore comprensione dei desideri del cliente – ma svolge un ruolo cruciale anche nell’ottimizzazione dei processi interni. Analizzare ciò che ha funzionato o meno in un business consente di individuare eventuali sprechi, velocizzare l’operatività e scovare le opportunità di miglioramento, per concentrare la gran parte degli sforzi in strategie di marketing di maggior valore.
Potenzia il vantaggio competitivo di un’azienda
Il mercato odierno è un campo di battaglia sul quale è inevitabile scontrarsi con qualche competitor. È estremamente difficile distinguersi in un panorama commerciale saturo, pertanto sfruttare le potenzialità della Big Data Analysis è una strategia vincente per analizzare i competitor e impostare una strategia di differenziazione e posizionamento efficace.
Come raccogliere e gestire i dati per le vendite
Dopo aver stabilito le diverse utilità dei Big Data all’interno del marketing e del settore delle vendite, è importante andare un po’ più in profondità e iniziare a vedere come si raccolgono in concreto queste informazioni per condurre ricerche in un modello di business data-driven.
Fonti di dati utili per il processo di vendita
Nel processo di raccolta dei dati di mercato, le fonti sono un aspetto molto importante, poiché rappresentano di fatto il bacino da cui un’azienda può attingere per trovare le informazioni di cui ha bisogno. L’elenco di tutte le fonti potrebbe essere troppo lungo per un solo articolo, pertanto possiamo concentrarci sulle principali e più diffuse, tra cui:
Feedback
Sono le opinioni lasciate dai clienti sulla loro esperienza a contatto con il brand, tramite interazioni telefoniche, ma più comunemente con moduli o sondaggi online nella fase post-vendita o tramite recensioni spontanee su piattaforme di terze parti. Nei primi casi può essere l’azienda stessa a indirizzare le informazioni condivise dagli utenti, formulando domande specifiche in base agli obiettivi, mentre nel caso dei feedback spontanei saranno i clienti ad agire in autonomia. In ognuno di questi casi il feedback va valorizzato e utilizzato come fonte di informazioni molto preziosa.
Form
Attraverso i moduli online creati appositamente dall’azienda – con poche risorse necessarie e il minimo sforzo – è possibile ottenere informazioni relative a vari argomenti, a seconda della domanda posta.
Newsletter
L’iscrizione alla newsletter è uno dei metodi più semplici e diretti con cui un’azienda può raccogliere dati sui clienti, poiché per iscriversi è necessario condividere le informazioni personali di base, oppure – a seconda di quanto specifica è la domanda da parte dell’azienda – anche altri dati su abitudini e preferenze.
Siti web e blog
Il sito web aziendale è il luogo virtuale perfetto per raccogliere dati interessanti sul comportamento degli utenti, sul traffico, sulle prestazioni di eventuali ADS, sulle informazioni del pubblico e – soprattutto nel caso dei siti dedicati a prodotti o servizi, o degli e-commerce – sui comportamenti di acquisto. Tutto questo, e molto altro, è facilmente leggibile su uno strumento di analisi universale come Google Analytics, il migliore amico delle data-driven strategies. In modo simile, anche le visite al blog possono essere una preziosa fonte di dati, soprattutto se viene inclusa l’opzione di iscriversi e di lasciare nome, indirizzo mail e preferenze di contenuti, per creare un piano editoriale di pubblicazioni più pertinente per il pubblico.
Chatbot
Estremamente utili per la raccolta dei dati, i chatbot sono dei software che, grazie ad addestramenti specifici attraverso il machine learning e l’AI, simulano il linguaggio umano durante le interazioni con gli utenti. Questi strumenti sono ottimali nel customer support, ma sono anche degli ottimi alleati nella raccolta dati, poiché proprio rispondendo alle domande degli utenti è possibile raccogliere informazioni sui problemi frequenti, i dubbi e le esigenze. Può inoltre essere associato a un survey finale, per monitorare l’efficacia del chatbot e il livello di soddisfazione del cliente. Per approfondire l’argomento, leggi il nostro articolo sul Natural Language Processing.
Social Media
Negli ultimi anni i social media si sono rivelati una fonte eccellente di informazioni per le aziende, poiché sono il luogo in cui gli utenti tendono a interagire più spesso, attraverso like, commenti, condivisioni e discussioni. La gran parte di queste piattaforme (come quelle del gruppo Meta, per esempio) ha il vantaggio di avere degli strumenti di analisi integrati, che permettono per esempio alle aziende di conoscere le informazioni demografiche del proprio pubblico, le abitudini, i contenuti più apprezzati e i fattori che più lo muove a discussioni e condivisioni. La sentiment analysis è inoltre molto utile in questo contesto, poiché permette di individuare quali emozioni muove il pubblico a compiere determinate azioni.
A/B test
Un A/B test è il confronto tra due contenuti simili, lanciati al pubblico, per capire quale sia la versione più performante. A livello di data-driven sales ha un valore molto interessante, poiché permette al reparto marketing di raccogliere le informazioni utili su quale tipologia di contenuto piace di più agli utenti. Questo permette di modificare – se necessario – la strategia di marketing e di vendita, per intercettare un target di potenziali acquirenti, e di correggere il tiro anche per il futuro.
Software CRM
Infine, un’altra fonte di dati fondamentale sia per le vendite B2B che per le vendite B2C è il CRM, ossia il software che permette alle aziende di archiviare e gestire in un unico posto la raccolta dei contatti e le relazioni con i clienti. Tutte queste informazioni – comportamenti, feedback, interazioni, etc. – possono essere studiate a fondo per ottimizzare le strategie di marketing.
Strumenti per la raccolta e l’analisi dei dati
L’avvento della digitalizzazione ha messo i business nelle condizioni di doversi dotare di strumenti sempre più avanzati nei diversi campi della gestione aziendale, tra cui anche l’analisi dei dati per lo sviluppo di una buona Data-Driven Sales. Anche da parte dei fornitori si è registrata una corsa alla creazione del tool migliore, capace di fornire strumenti di analytics più efficienti e approfonditi, nonché spesso supportato da sistemi di apprendimento automatici, che permettono a questi strumenti di supportare le analisi predittive e indirizzare le automazioni delle vendite.
Tra i tool più noti e utilizzati ci sono:
Google Analytics
Probabilmente il tool di reportistica più famoso, Google Analytics ha il pregio di essere gratuito e intuitivo, facile da utilizzare anche da chi non ha particolare dimestichezza con questo settore di studio. Si concentra soprattutto sull’analisi del traffico su siti web o app, permettendo a un’azienda di avere una panoramica su quali segmenti di pubblico siano propensi a portare avanti queste interazioni, da quali canali e in quale modo, solo utilizzando frammenti di codici JavaScript inseriti all’interno delle piattaforme da analizzare. Si tratta di uno strumento molto utile nel Data-Driven Sales, poiché permette di monitorare il customer journey, di comprendere il comportamento degli utenti e di individuare le fonti di traffico da sfruttare maggiormente. In base a queste informazioni è possibile migliorare le campagne di comunicazione e svolgere analisi predittive, potenziando l’esperienza cliente e aumentando dunque le vendite.
Google Data Studio
Integrabile a molti tool della suite Google, questo strumento raccoglie i dati da diverse fonti e li organizza in report leggibili, personalizzabili e filtrabili, anche con dati provenienti da fonti diverse, per effettuare test e confronti. È possibile per esempio monitorare le performance di vendita o le interazioni dei clienti con il brand. Il fatto che questo strumento sia facilmente collegabile a Google Analytics fa sì che la raccolta dei dati sia sempre aggiornata in tempo reale.
Microsoft Power BI
Piattaforma di business intelligence che permette di raccogliere e importare dati da vari database di dati (per esempio Salesforce), di prepararli all’analisi e di convertirlo in grafici e report consultabili , in modo da rendere ogni dato facile da interpretare. Report diversi, appartenenti a una stessa analisi, possono essere riuniti in dashboard. È integrata con modelli di apprendimento automatizzati.
Tableau
Collegandosi a piattaforme come Excell, Analytics e Salesforce, Tableau permette di visualizzare grandi quantità di dati live e in tempo reale, oppure offline, tramite esportazione. Il suo funzionamento garantisce una pulizia dei dati da eventuali errori e la loro preparazione per l’analisi, e la creazione dei report e dei grafici è facilmente personalizzabile in base alle variabili che si desidera studiare, soprattutto nel monitoraggio delle metriche delle vendite. È inoltre possibile accorpare i report in dashboard interattive e personalizzabili.
SAP BusinessObject
Questo tool di business intelligence per aziende raccoglie e analizza dati da fonti diverse e risulta molto facile da collegare a sistemi CRM interni, anche accorpando dati provenienti da fonti diverse per dare vita a report unificati. SAP BusinessObject può dare vita a grafici interattivi molto dettagliati, da raccogliere in dashboard personalizzabili. Il livello di personalizzazione è tale che questo tool permette di ottenere risposte in base a delle domande specifiche.
Tecniche di analisi dei dati per migliorare le performance di vendita
Oltre agli strumenti digitali, l’analisi dei dati in una strategia di marketing Data-Driven richiede anche l’utilizzo di tecniche specifiche. Il processo di data analysis si svolge in primo luogo segmentando il pubblico di riferimento – in modo da facilitare la ricerca – e svolgendo delle analisi predittive da utilizzare poi come supporto alle strategie di vendita.
Segmentazione dei clienti basata sui dati
All’interno di una strategia di marketing data-driven, dunque, suddividere il target dei clienti in gruppi più piccoli risulta vantaggioso per ottimizzare gli sforzi e rendere più efficienti le campagne di vendita e le comunicazioni.
In genere le principali forme di segmentazione seguono queste modalità:
- Segmentazione geografica: in base al luogo in cui vivono o si trovano. Utile per pubblicizzare eventi, nuove aperture o attività specifiche.
- Segmentazione demografica: in base alle caratteristiche principali di un individuo, come età, genere, stato civile e istruzione. Questo tipo di segmentazione è utile per esempio per modulare il tone of voice di una campagna, o puntare su interessi generazionali o in base alle fasce di reddito.
- Segmentazione psicografica: suddivisi in base a criteri di personalità e passioni. Queste informazioni sono utili per indirizzare campagne che trattano tematiche di sostenibilità ambientale o etiche, per aumentare la brand reputation e incrementare la fidelizzazione dei clienti.
- Segmentazione comportamentale: questo tipo di segmentazione avviene tenendo conto di come gli utenti/clienti si comportano nelle interazioni con il brand, per esempio nel traffico al sito web, clic alle ads, acquisti, interazioni sui social, etc. Ottima per riproporre agli stessi utenti prodotti simili a quelli già acquistati, o per migliorare la customer journey.
Previsioni di vendita e analisi predittiva
Com’è stato anticipato nei paragrafi precedenti, la Big Data Analysis svolge un ruolo molto importante nelle strategie predittive, ossia tutti quegli studi che permettono a un business di fare dei pronostici su come potrebbero evolversi le vendite a breve e lungo termine, e su come il mercato potrebbe cambiare.
Trasformando dati grezzi in informazioni preziose, le AI, le automazioni e i sistemi di machine learning utilizzati dagli analisti all’interno di questa disciplina individuano nei comportamenti degli utenti dei modelli fissi e delle tendenze che potrebbero ripetersi anche in futuro e sfruttare queste ultime per incrementare le vendite.
Ma come si svolge questo tipo di analisi per ottenere risultati attendibili nelle previsioni delle vendite? Tutto si basa sull’utilizzo di algoritmi di apprendimento automatico, che sono programmati per fare previsioni di vario tipo, per esempio catalogando un cliente come un individuo che compirà un’azione rispetto a un’altra in relazione all’azienda, oppure raggruppando i clienti in cluster specifici, o ancora predicendo il volume di traffico futuro su un sito web.
L’analisi predittiva svolta da questi algoritmi sulla base dei BigData può essere impiegata per prevedere quali potrebbero essere alcuni KPI aziendali, i profitti o le spese, può fare pronostici legati al team interno, o – nel Data-Driven Sales nello specifico – ha il compito di analizzare il comportamento dei clienti per predire quali potrebbero essere le interazioni e conversioni future.
Implementare una strategia di vendita Data-Driven
Dopo aver visto che cosa significa l’approccio data-driven alle vendite e quali strumenti esso utilizza per esprimere le proprie potenzialità, è necessario soffermarsi sul modo in cui questa strategia legata ai dati può essere implementata in azienda, e di cosa ha bisogno quest’ultima per fare in modo che ciò avvenga in modo fruttuoso.
Come allineare il team di vendita con i dati
Un’azienda data-driven difficilmente è in grado di ottenere buoni risultati se anche il suo team – soprattutto quello impiegato nelle vendite – non lo è. Ecco perché una strategia completa tiene conto della necessità di formare i dipendenti a un approccio improntato sull’importanza dei dati, della loro raccolta e della loro analisi.
Per fare in modo che il proprio team di vendita sia più data-driven è fondamentale partire dalla cultura aziendale, aperta in primo luogo all’innovazione, al cambiamento e all’adozione di tool digitali sempre più avanzati (utili per esempio per la data analysis), ma anche caratterizzato da una buona conoscenza delle proprie metriche e dei KPI delle vendite. I dipendenti che adottano questo approccio sono abituati a usare spesso le piattaforme CRM aziendali, e a integrare il proprio lavoro con attività di reporting regolare. I dati non sono infatti informazioni fini a se stesse, ma risorse preziose da utilizzare per il miglioramento delle strategie di marketing. Ma non solo: l’applicazione dei dati dovrebbe avvenire idealmente in tutti i reparti aziendali, con una comunicazione fruttuosa e costante tra unità.
In quest’ottica è molto importante formare i dipendenti per agevolare il loro lavoro con i dati, e permettere loro di avere una buona comprensione dei linguaggi SQL e delle tecnologie di Business Intelligence, nonché investire in nuove risorse verticali sulla Data Analysis.
Molte aziende ancora non hanno raggiunto questo livello di consapevolezza data-driven ma è importante che la strada per l’innovazione aziendale includa un modello di business preparato alla gestione dei dati, per garantirsi una migliore automazione nelle vendite e un vantaggio competitivo sul mercato.
Monitorare e adattare la strategia nel tempo
Le tendenze di mercato cambiano e con esse anche gli obiettivi aziendali. Pertanto è importante che l’azienda non resti fossilizzata nelle vecchie strategie, ma evolva la propria visione in base a tali cambiamenti. Per farlo è fondamentale svolgere azioni di monitoraggio costanti, in modo da comprendere se la strategia data-driven sta avendo delle performance positive.
Aggiustare la propria marketing strategy sulle analisi delle vendite, significa apportare dei miglioramenti alle campagne e alle comunicazioni in base a ciò che le informazioni sul comportamento degli utenti suggeriscono. In quest’ottica la flessibilità è un requisito fondamentale per fare in modo che l’azienda possa adattarsi ai cambiamenti in modo agevole e ridurre l’impatto di una strategia mal riuscita.
L’analisi dei dati può essere utile proprio per capire il motivo per cui un annuncio non ha ottenuto i risultati previsti, e indirizzare le future campagne su obiettivi più produttivi. Allo stesso modo i report delle vendite sono una risorsa valida anche per individuare le strategie che hanno richiesto uno sforzo eccessivo in termini di tempo e denaro.
In questa fase è molto importante monitorare i comportamenti degli utenti, conoscere le loro abitudini di acquisto, applicare la sentiment analysis sui social media ed effettuare degli A/B test per valutare quali strategie funzionano di più.
In sintesi, l’adattamento è la vera chiave del successo di un’azienda, sia in periodi buoni che in tempi di crisi.
Conclusioni
Mantenere un vantaggiocompetitivo in un presente lavorativo sempre più complesso, può rivelarsi un’impresa titanica per le aziende, che possono però contare sull’analisi dei dati per poter mantenere alto il proprio valore competitivo sul mercato. Un approccio alle vendite data-driven è la leva ideale per convertire il comportamento degli utenti in rete in informazioni preziose per migliorare le strategie di marketing, la comunicazione e il servizio, nonché la customer satisfaction, fondamentale per il successo di un’azienda.
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