Perché l’Employer Branding è così importante per le aziende di servizi?

Come l'employer branding aiuta le aziende che vendono servizi

INDICE

Riuscire ad attirare (e trattenere) talenti è una delle difficoltà più grandi con cui un’azienda deve misurarsi. Il mondo del lavoro, oggi, è radicalmente cambiato: le persone cercano ambienti professionali positivi, con un buon work-life balance e competitivi non solo dal punto di vista degli stipendi, ma anche delle possibilità di crescita.

Ecco perché la cura dell’employer branding è così importante e può fare la differenza nella percezione di valore che un potenziale candidato ha della tua azienda. 

Pensaci un attimo: sarebbe attrattivo per te lavorare in un’azienda che non valorizza i propri dipendenti o che non ha una chiara visione e missione? Probabilmente no

Questo vale ancora di più in un settore come quello dei servizi, in cui i tuoi collaboratori sono l’asset principale del tuo brand. In questo contesto, la felicità dei tuoi collaboratori è legata a doppio filo con quella dei tuoi clienti: dipendenti gratificati e motivati, infatti, offriranno un servizio migliore, rafforzando la reputazione del brand e l’autorevolezza.

Qual è il significato di employer branding?

Volendo dare una definizione di employer branding, possiamo dire che si tratta dell’immagine che un’azienda ha come datore di lavoro agli occhi dei potenziali e attuali dipendenti. 

Parliamo quindi di un concetto che va oltre la semplice immagine aziendale, perché abbraccia aspetti come la cultura del lavoro, i valori aziendali e le opportunità di crescita offerte ai dipendenti. 

Detta in altre parole,il significato di employer branding è ciò che un’azienda “promette” ai suoi dipendenti. 

Attraverso questa strategia, potrai costruire un’immagine positiva della tua azienda, rendendola attrattiva per i talenti di alto livello. 

Anche se può sembrarti qualcosa di secondario, in realtà non è affatto così: secondo TalentNow, l’84% delle persone in cerca di lavoro ha dichiarato di considerare importante la reputazione di un’azienda come datore di lavoro.

Differenze tra Employer Branding e Corporate Branding

Anche se employer branding e corporate branding sono entrambi importanti per la crescita di un’azienda, in realtà sono due attività ben distinte, che nascono per raggiungere obiettivi diversi.

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Employer branding

Si tratta della reputazione che un’azienda si costruisce come datore di lavoro. L’obiettivo è attrarre e trattenere talenti, mostrando un ambiente di lavoro equilibrato, sano e desiderabile

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Corporate branding

In questo caso, l’obiettivo è costruire una reputazione positiva dell’azienda, promuovere i suoi prodotti o servizi e stabilire un legame emotivo con i clienti. Si tratta, quindi, di una comunicazione rivolta ai clienti e non ai collaboratori

Parliamo di employer branding quando un’azienda lavora sulla creazione di un’immagine positiva come datore di lavoro per attrarre talenti di qualità e ridurre il turnover del personale. Al contrario, parliamo di corporate branding quando un’azienda investe per aumentare la consapevolezza del brand, rafforzare la lealtà dei clienti e migliorare il modo in cui viene percepita. 

Chiaramente, i due aspetti si influenzano reciprocamente: un’azienda che riesce a fidelizzare i suoi clienti ha collaboratori capaci di offrire un servizio di qualità. 

L’importanza dell’Employer Branding per le aziende di servizi

Come sai, nel settore dei servizi la qualità e l’efficienza del servizio offerto dipendono in gran parte dalle competenze e dalla motivazione dei tuoi collaboratori. Ecco perché ogni azienda che vuole crescere deve applicare una strategia di employer branding per attirare i migliori talenti. 

Oltre a migliorare la reputazione aziendale, l’employer branding è uno strumento per distinguerti in un mercato iper competitivo, attirare talenti di qualità superiore e, soprattutto, instaurare un rapporto di fiducia e lealtà con i propri dipendenti. Ma vediamo insieme in che modo l’employer branding può influenzare l’immagine e le performance di un’azienda. 

Attrazione dei migliori talenti 

L’attrazione di talenti è una delle missioni più importanti di un’azienda che vende servizi. Sul mercato, oggi, c’è una vera e propria “guerra” per i talenti: in questo campo, le risorse sono scarsissime e la cultura del lavoro è profondamente cambiata. 

I professionisti non cercano più “solo” lo stipendio: al contrario, i talenti sono alla ricerca di un ambiente di lavoro stimolante, di benefit, di più tempo libero e di un equilibrio tra lavoro e vita privata. Ecco perché lavorare sulla tua reputazione e diventare l’azienda in cui il tuo potenziale miglior collaboratore vorrebbe lavorare ti aiuterà nella tua strategia di talent acquisition.

Ambiente di lavoro positivo e motivante 

Un ambiente lavorativo che promuove la crescita professionale e la soddisfazione lavorativa è la combinazione ideale per trattenere i talenti in azienda e attirarne di nuovi. L’equazione è semplicissima: un dipendente felice lavorerà meglio e, di conseguenza, tratterà meglio i tuoi clienti, che saranno incentivati a tornare.

Per aumentare la soddisfazione lavorativa dei tuoi collaboratori, il primo passo è il riconoscimento del lavoro svolto, attraverso ascolto e supporto nella crescita. 

Ugualmente importante è la capacità di manager e imprenditori di gestire i conflitti: a nessuno piacerebbe lavorare in un clima poco cooperativo e pieno di sfiducia e rancori. Infine, un ambiente di lavoro stimolante mette al centro la crescita e la valorizzazione delle skills di ogni collaboratore: con l’employer branding, puoi investire in formazione continua e sviluppare una cultura aziendale positiva, in cui ogni collaboratore si sentirà a suo agio.

Riduzione dei costi legati al turnover del personale 

Un aspetto importantissimo di una employer branding strategy forte è la sua capacità di influenzare positivamente il retention rate dei dipendenti. 

Quando un’azienda riesce a creare un ambiente di lavoro attraente, i talenti sono più propensi a rimanere. Come sai, il continuo ricambio di personale genera tantissimi costi nascosti (e non solo). Parliamo, ad esempio, dell’investimento che devi sostenere per la ricerca e formazione di nuovi dipendenti, oltre alla perdita di produttività durante i periodi di transizione e di onboarding.

L’employer branding stimola la fidelizzazione dei dipendenti, facendoti risparmiare sui costi diretti e mantenendo all’interno della tua impresa la competenza e esperienza necessarie per offrire un servizio indimenticabile ai tuoi clienti.

Pensa che, secondo Workleap, con l’employer branding potrai ridurre di almeno il 28% il turnover dei dipendenti.

Miglioramento della produttività 

Avere una buona reputazione come datore di lavoro aumenterà anche la produttività della tua impresa. 

Se i tuoi collaboratori si sentono valorizzati, supportati e parte integrante di una cultura aziendale positiva, il loro impegno e la loro motivazione a dare il massimo aumenteranno.

Quando i talenti in un’azienda capiscono che c’è possibilità di una crescita professionale, si impegnano più a fondo nella gestione dei loro compiti, migliorando efficienza e qualità del loro lavoro.

Miglioramento della reputazione aziendale e customer loyalty 

Anche se potrebbe sembrarti insolito, in realtà una solida reputazione come datore di lavoro può avere un impatto positivo sulla reputazione aziendale complessiva e sulla customer loyalty

Spieghiamo meglio: quando un’azienda è riconosciuta per il suo impegno nei confronti dei propri dipendenti, i clienti riescono a pecepirlo sia analizzando la qualità del servizio, sia leggendo il modo in cui i dipendenti parlano di te.

I dipendenti soddisfatti e motivati sono spesso i migliori ambasciatori del brand, perché riescono a trasmettere passione e dedizione nel loro lavoro e, inevitabilmente, nelle interazioni con i clienti. Ecco perché la reputazione di un’azienda come datore di lavoro può anche influenzare direttamente le decisioni di acquisto dei consumatori.

Vantaggio competitivo

Un buon employer branding è un vantaggio competitivo enorme per la tua azienda, sotto diversi punti di vista.

Per prima cosa, la tua reputazione come datore di lavoro ti aiuta a distinguerti sul mercato e a creare un’azienda in cui i migliori talenti sognano di lavorare. I professionisti più qualificati hanno sempre molte opzioni tra cui scegliere: per questo motivo, un’azienda che si presenta come un luogo di lavoro desiderabile, con una cultura aziendale positiva e opportunità di crescita, ha maggiori probabilità di attirare i migliori talenti. 

Il vantaggio competitivo si esprime anche nel rapporto con i clienti. Avere una squadra motivata e soddisfatta migliora l’esperienza del cliente, rafforzando il tuo posizionamento sul mercato.

Strategie efficaci di Employer Branding per aziende di servizi

Il valore più grande di un’azienda che vende servizi sta nelle persone da cui è costituita. Se vuoi valorizzare i talenti, dovrai investire in una strategia di employer branding solida, per dare alle persone esattamente ciò che stanno cercando da un datore di lavoro. 

Realizzare una employer branding strategy richiede alcuni importanti accorgimenti: vediamoli insieme.

Comunicare la cultura aziendale

La cultura aziendale è un pilastro fondamentale nella costruzione di un solido employer branding. Trasmettere chiaramente i valori, la mission e la vision della tua azienda ai potenziali candidati e ai dipendenti attuali ti permetterà di avere all’interno del tuo team persone allineate con l’etica e gli obiettivi dell’organizzazione.

La cultura di un brand si deve “respirare” già nell’annuncio di lavoro e deve essere coerente con la descrizione che fai della tua azienda sul sito web e sui canali social. 

Un’ottima strategia per mostrare la tua cultura aziendale è creare un “manifesto”.

Che cos’è? Semplicissimo: si tratta di un documento o una presentazione che racchiude i tuoi principi e il “why” della tua azienda, ovvero il perché esiste e cosa vuole creare.

Cosa inserire nel manifesto per l'employer branding

Tutto questo deve tradursi poi in un processo di onboarding ben strutturato, che aiuterà i nuovi dipendenti a comprendere e integrarsi nella cultura aziendale fin dal primo giorno.

Formazione e sviluppo

In una strategia di employer branding non possono mancare le opportunità di formazione e sviluppo che offri ai tuoi collaboratori. La formazione ha un impatto diretto sulla crescita professionale dei dipendenti e sulla loro percezione dell’azienda come luogo di lavoro. 

Per questo motivo, dovrai impegnarti ad identificare le competenze di ogni collaboratore e accompagnarlo in un percorso di miglioramento continuo che lo faccia sentire ascoltato e valorizzato nel suo ruolo. L’investimento nella gestione delle carriere è la tua opportunità per trattenere i talenti e fare in modo che esprimano il meglio di sé. Per farlo, puoi:

1

Proporre programmi di formazione personalizzati

In base alle esigenze di ogni tuo collaboratore, proponi un programma formativo per rafforzare le sue competenze e acquisirne di nuove

2

Affiancare sessioni di coaching

Il coaching è uno strumento per migliorare le performance in azienda, migliorare la gestione dei conflitti e del tempo, ottimizzando la produttività. Valuta di inserirlo come asset aziendale

3

Incentivare la coesione nel team

Sessioni di team building sono utili per condividere insieme obiettivi di crescita comuni, rafforzare l’identità aziendale e favorire i legami

Feedback e riconoscimento

La valorizzazione del feedback dei dipendenti e il riconoscimento del loro lavoro sono elementi che influenzano moltissimo la percezione dell’azienda come datore di lavoro. Un ambiente lavorativo che incoraggia il feedback e riconosce i contributi dei dipendenti migliora la morale e la motivazione, rafforzando l’Employee Value Proposition (EVP), ovvero la proposta di valore che un brand rivolge ai suoi collaboratori.

La piramide dell'Employee Value Proposition

La gratificazione dei tuoi collaboratori non è solo economica: questa passa, anzitutto, per i valori e per la possibilità di contribuire, con il proprio lavoro, a raggiungere obiettivi condivisi più grandi. Molto importante, come abbiamo detto, anche l’equilibrio tra vita professionale e personale: il classico orario d’ufficio “9-18” non è più attrattivo per i talenti, che cercano modalità di lavoro ibride e con giorni in smart working. 

Per aumentare il benessere dei tuoi collaboratori, non c’è niente di meglio che ascoltare i loro stessi suggerimenti. Puoi introdurre un processo di feedback in azienda, attraverso sondaggi anonimi e incontri one to one.

Sfide e soluzioni nel costruire un solido Employer Branding

Se lavorare sull’employer branding è sicuramente stimolante per un’azienda, dall’altra nasconde anche delle sfide. Vediamo insieme quali sono le più importanti (e quali soluzioni puoi mettere in campo!).

Evitare promesse che non verranno mantenute 

Il primo errore da evitare assolutamente è fare promesse ai candidati che non sei in grado di mantenere. Ci spieghiamo meglio. Molto spesso, in fase di recruiting, le aziende promettono ai loro candidati una serie di benefit o di condizioni di lavoro che non rispecchiano poi la realtà.

Ad esempio, se prometti ai tuoi collaboratori dei giorni di smart working in fase di assunzione, devi poi onorare questa promessa, adottando un approccio flessibile. Allo stesso modo, se prometti formazione e avanzamento professionale, dovrai poi “accompagnare” i tuoi collaboratori nel loro percorso di crescita, offrendo un supporto costante. 

Solo rispettando le promesse potrai mantenere i talenti in azienda e costruire un’immagine positiva e, soprattutto, coerente del tuo brand.

Identificazione delle aspettative dei candidati

Identificare e comprendere le aspettative dei candidati è una condizione indispensabile per creare una proposta di valore efficace. 

Capire ciò che i potenziali collaboratori si aspettano da te ti permetterà allineare la tua offerta con i bisogni e i desideri del mercato del lavoro. 

Per gestire al meglio questo aspetto, puoi iniziare da qui:

1

Analisi dei bisogni dei dipendenti

Il primo passo per identificare le aspettative dei candidati è fare ricerche di mercato. Puoi utilizzare strumenti come sondaggi e interviste, oltre all’analisi dei dati raccolti dai precedenti processi di recruiting

2

Ascolto dei feedback nei colloqui

I colloqui di lavoro sono un’opportunità preziosa per raccogliere informazioni direttamente dai possibili candidati. Puoi chiedere loro cosa si aspettano da te, quali sono i loro desideri e le loro preoccupazioni rispetto al lavoro in azienda

3

Allineamento con la cultura aziendale

Una volta capiti i bisogni dei tuoi dipendenti, devi fare in modo che questi siano allineati con la cultura e i valori aziendali. Senza una visione comune, è impossibile crescere e progredire insieme

Misurare e analizzare l’efficacia dell’Employer Branding

Come per ogni attività di branding, anche questa strategia richiede un monitoraggio delle prestazioni. L’obiettivo è assicurarti che le azioni intraprese siano in linea con le aspettative della tua azienda e che rispondano ai desideri dei dipendenti. Questo processo di valutazione e analisi ti aiuterà a capire cosa può essere migliorato e come adattare le tue strategie nel tempo. 

Ci sono alcuni parametri importanti da valutare in una strategia di employer branding, che possono suggerirti qualcosa in più sull’andamento della tua strategia. Questi sono:

1

Tasso di accettazione delle offerte di lavoro

Misura la percentuale di candidati che accettano un’offerta di lavoro. In genere, un tasso di accettazione alto denota un employer branding positivo

2

Tempo medio di assunzione

Il tempo necessario per riempire una posizione aperta. Tempi più brevi sono spesso sinonimo di maggiore attrattività dell’azienda

3

Tasso di turnover dei dipendenti

La percentuale di dipendenti che lasciano l’azienda in un determinato periodo. Un basso turnover indica una certa soddisfazione delle persone che lavorano con te

4

Indice di soddisfazione dei dipendenti

Misura il livello di soddisfazione e impegno dei dipendenti attraverso sondaggi e valutazioni interne

5

Numero di candidature ricevute

Si tratta del numero di candidature ricevute per le posizioni aperte. Un numero elevato è correlato, in genere, ad un forte interesse verso l’azienda come datore di lavoro

6

Engagement sui social media

Misura l’interazione (like, condivisioni, commenti) con i contenuti legati alla cultura aziendale e alle opportunità di carriera pubblicati sui social media

7

Costo per assunzione

Si riferisce al costo totale del processo di reclutamento e assunzione per ogni nuovo dipendente

8

Employee Net Promoter Score (eNPS)

Un indicatore che misura la probabilità che i dipendenti raccomandino l’azienda come un ottimo posto di lavoro

Conclusioni

Avere talenti in azienda e, soprattutto, mantenerli è diventato il vero valore differenziale di un brand veramente forte. 

Grazie all’employer branding, puoi creare un ambiente di lavoro gratificante per le persone, dove l’impegno e la produttività dei dipendenti vengono premiati.

L’ascolto attivo e la valutazione continua attraverso KPI specifici ti guideranno verso il perfezionamento della tua strategia, che può evolversi con te con il tempo. Ciò che non cambierà è il tuo approccio e il tuo sistema di valori: assicurati sempre che siano ben chiari a chi lavora con te, per poter camminare nella stessa direzione. 

angelo pastorelli romi ceo

AUTORE

Angelo Pastorelli

CEO

Sono un imprenditore da oltre 10 anni e ho fondato ROMI con l'obiettivo di creare una realtà che possa essere artefice della crescita delle società che vendono Servizi in Italia.

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