Esistono molti modi in cui un’azienda può puntare al successo e alla crescita: può potenziare per esempio i propri processi, ampliare i team e introdurre nuove tecnologie, ma in genere sempre impiegando le risorse interne. In alternativa può compiere un passo diverso, cercando queste risorse all’esterno e coinvolgendo fornitori, startup e altre realtà. Grazie a questa strategia – definita Open Innovation – un business può guardare al di là dei propri metodi lavorativi, per accogliere l’innovazione strategica in un modo che gli consenta di essere più competitivo sul mercato.
Ecco cos’è l’Open Innovation e come implementarla in azienda!
Cosa si intende per Open Innovation?
Questo ecosistema di innovazione permette di attingere a mezzi e possibilità inediti, in modo da ottimizzare i processi interni, migliorare il lavoro e ottenere un maggiore successo in termini di competitività sul mercato.
Esistono però alcuni rischi da considerare: l’Innovazione Aperta è una sfida notevole per le aziende, poiché richiede uno studio attento dei partner e delle risorse da adottare, per fare in modo che possano adeguarsi davvero alle necessità delle aziende e che permettano di raggiungere il traguardo sperato.
Vantaggi della collaborazione con startup
Poiché il concetto di Open Innovation è – per definizione stessa – strettamente legato all’idea di novità, innovazione e rivoluzione dei processi, una startup rappresenta il partner ideale per favorire questo approccio, poiché uno dei tratti più emblematici che la distinguono da un’azienda tradizionale è proprio il suo modello di business fortemente innovativo, nel quale gli investimenti nel campo ricerca e sviluppo sono molto rilevanti.
Oltre a questa, le altre caratteristiche che distinguono queste attività dall’impresa tradizionale sono queste:
Startup
- Offrono un servizio ad alto valore tecnologico.
- Puntano a una crescita scalabile e veloce.
- Affrontano un tasso di rischio più alto, fino ad approdare a un modello di business più stabile.
- Ottieni finanziamenti pubblici o da parte di investitori.
- Presentano una struttura poco complessa e flessibile.
- Si muovono in mercati nuovi e globali.
Azienda
- Offrono un servizio più standardizzati e la tecnologia non è il fulcro della loro attività.
- Mantengono una crescita costante e graduale, concentrandosi sulla stabilità della struttura.
- Seguendo un modello di business già consolidato, affronta un rischio più basso.
- In genere è autofinanziata.
- La struttura segue un modello gerarchico ben definito.
- Prediligono un mercato consolidato e già esplorato.
Tali caratteristiche fanno sì che le startup siano realtà eccellenti con cui avviare una collaborazione strategica e improntata sull’innovazione. Ecco come!
Accesso a nuove tecnologie e idee
In un mercato competitivo e digitalizzato come quello di oggi, un’azienda che rimane ancorata a processi tradizionali – se non addirittura obsoleti – rischia di non ritagliarsi uno spazio adeguato per emergere e di non sviluppare un vantaggio competitivo.
Il business odierno favorisce infatti le realtà che sono in grado di distinguersi, di essere le prime – o quasi – a favorire l’innovazione digitale, ma questo approccio rappresenta anche una sfida complessa per molti, poiché non è facile avere l’agilità richiesta per adattarsi al cambiamento.
Ecco perché la collaborazione con le startup è tanto importante: avviare delle partnership con queste realtà permette a un’azienda di avere accesso a punti di vista nuovi, a un modello dinamico, a idee innovative e a tool all’avanguardia, senza tuttavia rischiare che tutto questo sia eccessivo per i processi interni. Le startup sono limitate da pochi vincoli – soprattutto burocratici – e questo permette loro di avere accesso a soluzioni alternative, in linea con i trend di mercato o con i gusti del target.
Non si tratta però solo di avere accesso a un’innovazione di prodotto e a un’innovazione di processo, ma anche di gettare le basi per il cambiamento della cultura aziendale stessa, meno improntata sulla chiusura e più aperta al cambiamento.
Flessibilità e rapidità di sviluppo
Un’altra caratteristica tipica e molto importante delle startup è il loro modello flessibile e smart, che le distingue da qualunque altra forma di business convenzionale, e che può offrire un supporto molto valido alle aziende.
Tra i loro più grandi punti di forza c’è la capacità di individuare rapidamente le tendenze di mercato e di adattarsi a esse senza sottostare a lunghi processi trasformativi, proprio in virtù del loro essere smart. Sono inoltre in grado di sperimentare molto alla ricerca di soluzioni efficaci, rappresentando una risorsa molto utile per i business che desiderano favorire l’innovazione dei processi, dei prodotti e dei servizi preesistenti, secondo i principi dell’innovazione incrementale.
In cambio di tutto questo i business tradizionali possono svolgere il ruolo di acceleratori di impresa per queste realtà agili, favorendo lo sviluppo del loro modello di business come una sorta di incubatori per startup.
Approfondisci la tematica nel nostro articolo dedicato alla metodologia Agile!
Vantaggi della collaborazione con Università
A prima vista il legame tra imprese e università potrebbe sembrare piuttosto fragile, in quanto improntate su scopi diversi, commerciale le prime, educative le seconde. La verità però è un’altra: l’Open Innovation prevede che tra queste due realtà possa essere instaurata una collaborazione preziosa, nell’ottica di favorire l’innovazione e la ricerca all’interno delle aziende che vogliono essere più competitive sul mercato.
Accesso a ricerca avanzata e competenze specialistiche
Il vantaggio più evidente della collaborazione tra imprese e università risiede nell’opportunità di accesso a risorse molto importanti per avviare il processo innovativo dell’azienda stessa e i suoi progetti di ricerca e sviluppo. Si tratta di risorse che in molti altri casi sarebbero del tutto precluse, come ricerche avanzate, competenze particolari, tool tecnologici, nuovi brevetti e così via.
Questa sinergia è cruciale in primo luogo perché favorisce uno scambio costante di competenze e conoscenze, non solo da parte di docenti affermati, ma anche di studenti e ricercatori, che possono favorire l’innovazione radicale dell’azienda – ossia lo sviluppo di prodotti o servizi del tutto nuovi – e contribuire all’avviamento di un’innovazione sostenibile, ossia lo sviluppo di prodotti o servizi dal minore impatto ambientale, un tema sempre più caro al mercato odierno.
Sviluppo di progetti di ricerca congiunti
Grazie alle risorse messe a disposizione delle università, le aziende sono in grado di avviare progetti di ricerca e sviluppo condivisi con questi istituti, favoriti da un ambiente stimolante, da infrastrutture adeguate (come laboratori di ricerca), da tool avanzati e da personale universitario competente nelle discipline a cui l’azienda interessa attingere.
Sviluppare progetti di innovazione collaborativa presenta inoltre i seguenti vantaggi:
Efficientamento dei processi aziendali
Grazie a un approccio scientifico, tecnico e accademico tipico degli ambienti universitari, l’azienda può ottimizzare i propri processi e abbracciare in modo concreto l’innovazione strategica.
Divisione dei costi
La condivisione dei progetti permette a un’azienda di ammortizzare gli investimenti necessari, abbassando così l’impatto economico che la ricerca potrebbe avere sul business.
Abbassamento dei rischi d’impresa
Abbassare i costi – normalmente ingenti – previsti per i progetti di ricerca e sviluppo interni all’azienda si traduce anche in un contenimento dei rischi d’impresa. Condividendo il progetto con personale altamente qualificato, inoltre, aumentano le probabilità di successo del progetto stesso.
Accesso a finanziamenti
In alcuni casi la collaborazione con università e istituti di ricerca prevede incentivi statali o europei, legati a bandi o finanziamenti specifici che mirano a favorire lo sviluppo e l’innovazione del Paese, avviato verso l’industria 4.0.
Formazione e sviluppo del talento
Esiste infine un altro enorme vantaggio che deriva dalla partnership tra imprese e università, ossia la possibilità di favorire l’innovazione sociale dell’azienda, ossia permetterle di creare un modello di business improntato sulla sostenibilità aziendale, che abbia un impatto positivo anche sul benessere sociale, favorendo l’occupazione.
Questo si può ottenere per esempio creando programmi formativi condivisi, come corsi, tirocini, workshop e così via, che permettano agli studenti di queste realtà di acquisire le competenze necessarie ad approcciarsi al mondo del lavoro e al contesto imprenditoriale, in un clima fruttuoso di networking imprenditoriale.
Questo rappresenta un vantaggio per loro, ma non vanno sottovalutati i benefici per le imprese stesse, che possono in questo modo avere accesso a nuovi talenti, in possesso di competenze utili e rilevanti per il business.
Come implementare l’Open Innovation nella tua azienda
Con il suo accesso a risorse innovative e la possibilità di abbassare costi e rischi, l’Open Innovation appare come un processo strategico estremamente vantaggioso. Implementarlo in azienda non è tuttavia così immediato, poiché la sua applicazione concreta richiede dei passaggi immancabili, alcuni caratterizzati da una certa complessità.
Identificare partner strategici
L’Open Innovation è una strategia che fa della partnership il proprio grande punto di forza, poiché l’interazione tra le parti crea un ecosistema dell’innovazione, che si autoalimenta nutrendosi di stimoli e risorse nuove. Va da sé che la scelta dei collaboratori è l’elemento chiave per l’implementazione di questo approccio. Scegliere il partner sbagliato consisterebbe infatti nel mancato raggiungimento degli obiettivi di innovazione dell’azienda, nell’accesso a risorse inadeguate, all’assenza di un adeguato ritorno di investimento nonché – potenzialmente – nella crisi di reputazione a cui il business potrebbe andare incontro a causa del fallimento del progetto.
Per questa ragione è fondamentale sapere a cosa si va incontro quando si instaura una collaborazione con delle startup o quando si avvia una partnership con un’università, approcciandosi a queste realtà proprio come avviene nel networking imprenditoriale.
Il primo passo è stabilire quali sono le esigenze specifiche dell’azienda e dunque quali traguardi si desidera tagliare nel portare avanti questa innovazione collaborativa. Definire degli obiettivi concreti, realistici e misurabili è importante anche per avere consapevolezza di cosa ci si dovrebbe aspettare dalla collaborazione, nonché provare a prevedere quali potrebbero essere eventuali ostacoli e opportunità. In base ad analisi approfondite e ricerche di mercato, è possibile restringere il campo alle sole realtà in linea con gli obiettivi dell’innovazione strategica.
In seguito è necessario selezionare partner coerenti e diversificati, in linea con la visione del business e che quindi possano instaurare con esso una buona collaborazione. Scegliere collaboratori coerenti con lo spirito del brand è infatti fondamentale, ma è anche importante interagire con partner di tipo diverso, con cui scambiare competenze, idee e visioni inedite.
Stabilire accordi di collaborazione efficaci
Un altro passaggio fondamentale è consolidare il rapporto sia dal punto di vista umano che legale. Una buona partnership deve basarsi in primo luogo su sentimenti di fiducia e onestà, rispetto e impegno. Deve esserci uno scambio costante di informazioni, per favorire la collaborazione fruttuosa tra le parti.
Il rapporto non può inoltre essere lasciato a se stesso, ma deve essere regolato dal punto di vista burocratico e legale, tenendo conto di aspetti molto importanti come la proprietà intellettuale delle ricerche e della paternità dei brevetti e delle licenze. Va inoltre analizzato in modo approfondito la tematica del venture capital, ossia dell’investimento necessario ad avviare i progetti condivisi di ricerca e sviluppo, per ammortizzare costi e rischi e fare in modo che l’attività sia un successo.
Oltre a definire in modo molto accurato il rapporto, è importante non dimenticare l’importanza del monitoraggio attraverso analisi dati e reportistica, per valutare una collaborazione che deve essere sì piacevole e creativa, ma soprattutto efficace e fruttuosa.
Creare una cultura aziendale aperta all’innovazione
Nel tentativo di implementare l’Open Innovation, un’azienda non deve solo guardare all’esterno (sebbene di questo proprio si tratti), ma deve anche considerare l’ambiente che circola attraverso i propri reparti, ossia la cosiddetta cultura aziendale.
Questo aspetto è molto importante, poiché raccoglie su di sé punti di vista diversi. Da un lato la cultura aziendale è motivo di grande orgoglio per un business, poiché rappresenta in sostanza l’essenza stessa di un’attività, in tutti i suoi aspetti. Dall’altro può essere anche un ostacolo per l’innovazione, quando resta sempre uguale a se stessa.
Le persone temono l’innovazione per una serie di ragioni: la sensazione di perdere il controllo, di fallire, di andare incontro a qualcosa di ignoto. Qualunque sia il motivo per cui l’azienda punta i piedi di fronte al cambiamento (culturale o tecnologico che sia), è sempre importante ragionare a fondo sul tema, coinvolgendo tutti i reparti.
Si comincia con il definire l’importanza di adottare un approccio nuovo – che va dall’innovazione organizzativa all’innovazione del servizio, toccando vari aspetti – analizzando poi la situazione attuale dell’azienda e definendo obiettivi futuri. Si tratta di fare una stima di quello che si desidera ottenere per migliorare i processi.
Dopo aver aperto l’azienda alla cultura dell’innovazione, supportando il team senza giudizi, è necessario anche monitorare costantemente i risultati, soprattutto quando il cambiamento coinvolge i processi interni in modo radicale, secondo i principi dell’innovazione disruptive e della disruption tecnologica.
Sfide e come superarle
Come è stato anticipato nei paragrafi precedenti, l’Open Innovation porta con sé numerosi vantaggi, ma anche diverse difficoltà, a partire dal cambiamento della cultura interna, fino alla scelta strategica ed effettiva dei partner. Ci sono però altre sfide specifiche che è bene affrontare per arrivare preparati e cogliere il meglio da questa strategia.
Gestione della proprietà intellettuale
Colti dall’entusiasmo di avviare un progetto di ricerca e innovazione con un partner, ci si potrebbe scordare di un aspetto molto importante: la proprietà intellettuale, ossia la tutela giuridica di un’opera tangibile o intangibile prodotta da persone, organizzazioni o enti, in qualunque ambito.
Quando un progetto di Open Innovation porta un’azienda a collaborare con partner esterni, è fondamentale tenere conto di questo aspetto, perché entrambe le parti si trovano in genere a produrre qualcosa di innovativo o creativo, e a condividerne lo sviluppo o l’utilizzo. Questo è importante soprattutto quando è previsto un trasferimento tecnologico, ossia l’atto di rendere accessibili a terze parti tecnologie, strumenti, competenze e altre risorse appartenenti a enti, organizzazioni o istituti.
Tutto questo potrebbe scatenare problematiche legali, da risolvere con alcune clausole preventive. Le due parti potrebbero per esempio firmare degli accordi di non divulgazione o prendere degli accordi per quanto riguarda i brevetti e le licenze, oppure ancora stabilire che i diritti di un progetto condiviso debbano appartenere a entrambe le parti.
Superare le differenze culturali e operative
Nel percorso di implementazione di strategie di innovazione organizzativa e innovazione sociale, attraverso lo scambio di risorse e iniziative di formazione, è possibile che l’azienda entri in contatto con realtà molto diverse da essa. In alcuni casi esse possono condividere alcune visioni, mentre altre volte sono più evidenti le differenze. Per fare in modo che la collaborazione sia fruttuosa ed efficace è importante rispettare questa diversità, ma comunque trovare il modo di superarla, trasformando la partnership in un vero e proprio contesto di networking imprenditoriale.
Per farlo si torna sempre al tema degli obiettivi: essi devono essere stabiliti tenendo conto più dei punti in comune che delle differenze. Quando invece nel progetto di innovazione strategica esistono delle divergenze, è opportuno trasformarle positivamente in opportunità di arricchimento, nell’ottica di un continuo scambio di idee innovative, informazioni e opinioni e nel tentativo di dare vita a progetti di sostenibilità aziendale fruttuosi ed efficaci.
Conclusioni
L’innovazione aperta – Open Innovation – è un processo strategico molto importante per le aziende, poiché le mette di fronte alla necessità di aprirsi verso l’esterno per poter favorire l’innovazione del processo interno. La collaborazione con startup, università e istituti di ricerca permette alle aziende di operare in un clima di ricerca e innovazione, abbassando rischi e costi, accedendo a nuovi talenti e migliorando la propria posizione sul mercato. Da parte loro le aziende possono supportare le idee innovative di queste realtà assumendo il ruolo di acceleratori d’impresa o incubatori di startup.
Si tratta tuttavia di una sfida complessa da affrontare, soprattutto quando la cultura aziendale non si mostra pronta ad accogliere il cambiamento e ad aprirsi all’esterno.
Stabilendo però obiettivi chiari e condivisi, abbattendo i limiti tecnologici e appianando le differenze culturali che spesso caratterizzano tutte queste realtà, è possibile implementare l’Open Innovation con successo, conquistando un posto di rilievo in un mercato difficile da navigare.
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