Perché Salesforce non è solo un software CRM

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INDICE

Salesforce è il CRM più usato al mondo. Ma definirlo semplicemente un software CRM significa fermarsi alla superficie.

CRM sta per Customer Relationship Management: un sistema che raccoglie in un unico ambiente tutte le informazioni sui clienti e sui potenziali clienti. Contatti, trattative, comunicazioni, offerte, attività svolte e storico della relazione commerciale diventano accessibili a tutto il team, senza dipendere dalla memoria del singolo venditore o da informazioni sparse tra email, file e strumenti diversi.

Il principio è semplice: dare alle persone una visione condivisa e aggiornata di ogni relazione commerciale, così che nessuna informazione venga persa e nessuna opportunità sfumi per mancanza di coordinamento.

Salesforce nasce esattamente con questa funzione. Nel tempo, però, si è trasformato in qualcosa di molto più ampio. Oggi l’ecosistema Salesforce consente di gestire vendite, marketing, servizio clienti, e-commerce, analisi dei dati e comunicazione interna del team all’interno della stessa piattaforma. I diversi strumenti condividono dati, dialogano tra loro e si aggiornano in tempo reale. Salesforce, quindi, non è più soltanto il posto in cui conservare i contatti dei clienti. Può diventare l’infrastruttura digitale su cui costruire l’intero ciclo di vita del cliente.

Se vuoi entrare nell’aspetto più operativo della piattaforma, dalla gestione dei lead alle opportunità e alle dashboard, puoi approfondire anche come funziona Salesforce nella pratica.

Da una startup di San Francisco a un ecosistema globale

Per capire perché Salesforce è diventata quello che è oggi bisogna tornare al 1999.

L’azienda nasce a San Francisco per iniziativa di Marc Benioff, ex manager di Oracle. All’epoca il software aziendale seguiva una logica molto diversa da quella a cui siamo abituati oggi: veniva acquistato su CD, installato su server fisici e richiedeva investimenti importanti già nella fase iniziale. Benioff parte da un’idea opposta: rendere il software accessibile attraverso internet e permettere alle aziende di utilizzarlo pagando un abbonamento mensile.

Era ciò che oggi chiamiamo cloud. Salesforce è stata tra le prime aziende a portare questo modello nel mercato mainstream, mettendo in discussione il modo in cui fino a quel momento le imprese acquistavano e utilizzavano il software. Ventisei anni dopo, Salesforce è la quinta azienda software al mondo per capitalizzazione, con quasi 38 miliardi di fatturato nell’ultimo anno fiscale, settantamila dipendenti e una presenza in più di 150 Paesi.

Ma il dato interessante, per un’impresa che oggi valuta la piattaforma, non è soltanto la sua dimensione. È il fatto che Salesforce sia diventata un’infrastruttura consolidata sulla quale centinaia di migliaia di aziende, comprese molte realtà italiane, hanno costruito i propri processi commerciali.

Come funziona Salesforce e quali sono le principali soluzioni

Il modo più semplice per capire come è strutturato Salesforce è smettere per un momento di pensarlo come un singolo programma.

È più simile a una città. In una città moderna esiste un’infrastruttura comune: strade, rete elettrica, tubature, servizi. Sopra quella stessa infrastruttura convivono edifici completamente diversi tra loro. Ci sono uffici, negozi, ospedali e abitazioni. Ognuno svolge una funzione specifica, ma tutti utilizzano la stessa rete. E quando viene costruito un nuovo edificio non è necessario ricreare da zero strade, acquedotti e rete elettrica. Lo si collega a ciò che esiste già.

Salesforce segue la stessa logica. Alla base c’è una piattaforma centrale. Sopra di essa vengono costruite applicazioni dedicate alle diverse funzioni aziendali. Vendite, marketing, customer care, e-commerce, dati e collaborazione interna possono avere strumenti differenti, ma continuano a comunicare perché vivono all’interno dello stesso ecosistema.

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È proprio questa architettura a rendere Salesforce diverso da una semplice raccolta di software indipendenti.

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Sales Cloud: mantenere il patrimonio commerciale dentro l’azienda

Immagina che uno dei tuoi commerciali migliori decida di lasciare l’azienda. Quante informazioni sui clienti rischiano di andare via insieme a lui? Conversazioni, dettagli sulle trattative, preventivi, accordi verbali, contatti costruiti in anni di lavoro. Quando queste informazioni vivono principalmente nella testa delle persone, nelle loro caselle di posta o in file personali, l’azienda è inevitabilmente esposta. Sales Cloud serve a evitare proprio questo. Ogni trattativa, contatto, email e attività commerciale può essere registrata all’interno di un sistema condiviso. Lo storico rimane patrimonio dell’organizzazione, indipendentemente da chi segue in quel momento il cliente. In altre parole: cambia il commerciale, ma la relazione costruita dall’azienda rimane. Per approfondire il modo in cui Salesforce può organizzare il percorso che va dal primo contatto alla chiusura della trattativa, è utile leggere anche questo approfondimento sulla gestione della pipeline.

 

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Service Cloud: dare al customer care tutto il contesto che gli serve

Un cliente scrive un’email. Il giorno dopo telefona. Una settimana più tardi contatta l’azienda attraverso una chat. Se questi canali sono scollegati, ogni interazione rischia di ricominciare da zero. Service Cloud centralizza email, telefono, chat e social all’interno dello stesso ambiente. Quando una persona del team prende in carico una richiesta può vedere immediatamente chi è il cliente, cosa ha acquistato e quali problemi ha già segnalato. Il vantaggio non consiste semplicemente nell’avere più dati, ma nell’avere il contesto giusto nel momento in cui serve. Meno tempo sprecato a ricostruire la situazione, meno passaggi inutili tra reparti e meno clienti costretti a raccontare ogni volta la stessa storia.

 

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Marketing Cloud: passare dalle comunicazioni di massa ai percorsi personalizzati

Inviare la stessa email all’intero database è semplice. Comunicare in modo diverso a seconda di chi hai davanti è molto più efficace, ma richiede dati organizzati e processi capaci di utilizzarli. Marketing Cloud permette di costruire percorsi di comunicazione differenti sulla base delle caratteristiche del contatto, di ciò che ha fatto e del punto in cui si trova nel processo d’acquisto. Un nuovo contatto non riceve necessariamente gli stessi messaggi di un cliente abituale; chi ha già acquistato può seguire un percorso diverso da chi sta ancora valutando una soluzione. Il marketing smette così di lavorare su liste indistinte e inizia a lavorare sulle persone e sul loro comportamento.

 

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Commerce Cloud: collegare l’e-commerce al resto dell’azienda

Commerce Cloud gestisce l’e-commerce sia verso i consumatori finali sia nelle relazioni tra aziende. Il valore, però, non sta soltanto nella gestione della vendita online. Il punto centrale è l’integrazione con il resto dell’ecosistema. Se un cliente acquista attraverso l’e-commerce, il team commerciale può vedere quell’acquisto in tempo reale. Il comportamento digitale smette di essere un’informazione isolata e diventa parte della relazione complessiva con il cliente. Online e offline iniziano quindi a raccontare la stessa storia.

 

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Data 360: trasformare dati dispersi in informazioni utilizzabili

Molte aziende non hanno realmente un problema di mancanza di dati. Il problema è che ne hanno molti, ma distribuiti in sistemi diversi. Un’informazione è nel CRM, un’altra nel gestionale, un’altra ancora nell’e-commerce o negli strumenti utilizzati dal marketing. I dati esistono, ma non riescono a produrre una fotografia unica e aggiornata del cliente. Data 360 è forse il prodotto più strategico nel medio termine proprio perché affronta questo problema. I dati vengono unificati in un profilo unico per ogni cliente, creando una base comune sulla quale possono lavorare gli altri strumenti dell’ecosistema. Il punto è decisivo soprattutto in una fase in cui automazioni e intelligenza artificiale assumono un peso crescente: un sistema può essere intelligente solo quanto lo sono i dati sui quali lavora.

 

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Tableau: rendere i numeri leggibili

Raccogliere dati non basta. Bisogna riuscire a interpretarli. Tableau trasforma le informazioni in dashboard visuali e interattive consultabili rapidamente, permettendo di leggere performance, trend e criticità senza dover ricostruire ogni volta il quadro partendo da fogli di calcolo differenti. Tradotto in termini molto concreti: meno domeniche passate su Excel a costruire report per cercare di capire dove l’azienda sta perdendo margini. E più tempo dedicato alle decisioni.

 

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Slack: mettere comunicazione e dati nello stesso spazio

All’interno dell’ecosistema Salesforce, Slack non è semplicemente una chat aziendale. Immagina un team che discute di un cliente e, nella stessa schermata, può consultare i dati relativi a quel cliente. Oppure una nuova opportunità commerciale che genera automaticamente una notifica destinata al commerciale responsabile. È qui che l’integrazione diventa interessante: comunicazione interna e dati operativi smettono di vivere in due mondi separati. Per approfondire il ruolo di Slack nell’organizzazione del lavoro, dalle conversazioni alle integrazioni con Salesforce e gli altri strumenti aziendali, puoi leggere la guida dedicata.

 

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MuleSoft: collegare Salesforce ai sistemi che esistono già

Adottare Salesforce non significa necessariamente buttare via tutto ciò che l’azienda utilizza. MuleSoft serve proprio a collegare Salesforce con sistemi già presenti nell’organizzazione: il gestionale, l’ERP, il sito e altri software utilizzati nei processi quotidiani. Il punto non è sostituire ogni elemento dell’infrastruttura tecnologica. È fare in modo che i diversi elementi riescano finalmente a comunicare tra loro. Un CRM isolato rischia infatti di diventare semplicemente un altro silos. Un CRM integrato, invece, può diventare il luogo in cui le informazioni convergono e vengono utilizzate per prendere decisioni.

 

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Agentforce: automatizzare attività con l’intelligenza artificiale

L’ultimo tassello è Agentforce, lanciato a fine 2024. Si tratta di agenti automatici basati sull’intelligenza artificiale in grado di svolgere compiti ricorrenti senza richiedere un intervento umano su ogni singola azione. Possono, per esempio, qualificare un lead, rispondere a una richiesta standard di assistenza oppure aggiornare informazioni all’interno del sistema. La differenza rispetto a una semplice automazione sta nella capacità dell’agente di lavorare utilizzando dati e contesto provenienti dall’ambiente Salesforce. È qui che la relazione tra CRM, dati e AI diventa particolarmente interessante: l’intelligenza artificiale non viene aggiunta come strumento separato, ma entra direttamente nei processi che l’azienda sta già gestendo. Come è possibile leggere nel nostro approfondimento dedicato all’AI in Salesforce, Agentforce rappresenta uno dei passaggi più importanti nell’evoluzione della piattaforma.

Salesforce nella pratica: Piani di Bobbio, Vista Vision e Sensation Profumerie

Fin qui abbiamo parlato di strumenti. Il modo migliore per capire il valore dell’ecosistema, però, è osservare cosa succede quando viene applicato a organizzazioni reali. E soprattutto a organizzazioni che non hanno necessariamente budget da multinazionale.

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Piani di Bobbio: mettere ordine tra vendite, customer care e comunicazione

Piani di Bobbio è un comprensorio sciistico a 45 minuti da Milano. Prima di Salesforce utilizzava canali e strumenti separati: social, vendita online e newsletter funzionavano senza una vera infrastruttura centrale in grado di collegarli. I dati sulle vendite erano distribuiti tra sistemi differenti, la customer care era gestita in modo artigianale e comunicare con i clienti in maniera mirata era praticamente impossibile. Il progetto realizzato con ROMI è partito dalla costruzione del CRM. Newsletter e WhatsApp sono stati integrati in un unico punto, le vendite online sono state centralizzate in dashboard leggibili per stagione e canale e Agentforce è stato introdotto per gestire automaticamente le richieste più frequenti. Il risultato è stato un sistema molto più ordinato, una customer care strutturata e, nel Black Friday successivo all’avvio del progetto, vendite andate ben oltre il doppio rispetto all’anno precedente. Il software, da solo, spiega solo una parte di questo risultato. La differenza arriva dal modo in cui dati, processi e canali vengono organizzati attorno allo stesso cliente.

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Vista Vision: un’unica piattaforma anche in ambito sanitario

Piani di Bobbio è un caso nel turismo e nello sport, ma lo stesso principio può essere applicato a un contesto completamente diverso. Vista Vision, uno dei principali network di cliniche oculistiche private in Italia, utilizza Salesforce con Health Cloud per gestire dossier clinici, schede operatorie, prenotazioni online e comunicazioni con i pazienti. Tutto all’interno della stessa piattaforma. Il settore cambia, cambiano i dati e cambiano i processi. La logica, invece, rimane la stessa: ridurre la frammentazione e costruire una visione più completa della relazione con la persona.

 

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Sensation Profumerie: trasformare i dati di acquisto in comunicazioni personalizzate

Sensation Profumerie parte da un’altra esigenza ancora. L’integrazione tra CRM e Marketing Cloud permette di utilizzare i dati di acquisto per creare campagne email e SMS personalizzate, collegando ciò che accade online con ciò che avviene nei punti vendita fisici. Turismo, sanità, retail. Tre settori diversi, tre livelli di complessità differenti e implementazioni che non potrebbero essere identiche tra loro.

Ed è proprio questo il punto.

Il vero vantaggio di Salesforce è la personalizzazione

Uno degli aspetti più importanti di Salesforce è anche uno dei più facili da sottovalutare.

Salesforce non è un software con funzionalità fisse.

Campi, flussi di lavoro, automazioni, logiche di business e dashboard possono essere configurati sulla base del modo in cui lavora l’organizzazione. Due aziende possono quindi utilizzare Salesforce e avere davanti due ambienti profondamente diversi.

Una realtà B2B con trattative commerciali lunghe avrà bisogno di processi differenti da un e-commerce. Una clinica non raccoglierà le stesse informazioni di una catena retail. Un’azienda con decine di commerciali distribuiti sul territorio avrà priorità diverse rispetto a una realtà che vende interamente online.

Il valore della piattaforma nasce proprio dalla possibilità di modellarla attorno a queste differenze.

A questo si aggiunge AppExchange, il marketplace Salesforce che mette a disposizione migliaia di applicazioni di terze parti già integrate, molte delle quali progettate per esigenze o settori specifici. La flessibilità, però, ha un costo in termini di complessità. Più uno strumento è personalizzabile, più è importante sapere come configurarlo (a questo proposito puoi leggere l’articolo sulle funzionalità avanzate del CRM Salesforce). Avere centinaia di possibilità non serve a molto se non è chiaro quali utilizzare, come collegarle e soprattutto quali processi aziendali debbano supportare.

Per questo conoscere le funzionalità è solo un primo livello. Il vero passaggio è capire quali di quelle funzionalità hanno senso per il modello operativo dell’azienda.

Vendor, partner e cliente: come funziona davvero un progetto Salesforce

La personalizzazione porta direttamente a un elemento spesso poco chiaro a chi si avvicina per la prima volta alla piattaforma: il modello Vendor-Partner-Cliente. Salesforce sviluppa e vende la piattaforma. Attorno al vendor esiste poi un ecosistema di partner certificati, società di consulenza specializzate che portano concretamente Salesforce all’interno delle aziende. Il loro lavoro non consiste semplicemente nell’installare un software.

Prima bisogna analizzare i processi dell’organizzazione. Poi occorre capire quali strumenti servono, configurare la piattaforma, collegarla agli eventuali sistemi esistenti, migrare i dati, formare le persone e continuare a supportare il progetto nel tempo. Capire questa distinzione è fondamentale per due motivi.

  • Il primo è economico: quando un’azienda sceglie Salesforce non sta considerando solamente il costo della licenza. Deve mettere in conto anche un progetto di implementazione Salesforce che richiede tempo, competenze e risorse.
  • Il secondo riguarda la qualità del risultato.

Una piattaforma estremamente potente ma configurata senza una comprensione reale dei processi rischia di diventare complessa, poco utilizzata o scollegata dalle esigenze operative. Al contrario, chi conosce bene Salesforce e contemporaneamente comprende il settore e il modello di business dell’azienda può fare una differenza enorme sull’esito finale. Anche l’allineamento tra funzioni aziendali è determinante: Sales, IT, marketing e customer care non possono ragionare come reparti completamente separati quando lavorano sugli stessi dati e sullo stesso cliente.

Su questo tema abbiamo approfondito anche perché l’allineamento tra Sales e IT è uno dei passaggi chiave per un’implementazione efficace.

Quando valuti Salesforce, quindi, stai prendendo due decisioni contemporaneamente: quale piattaforma utilizzare e a quali persone affidarne l’implementazione. ROMI, partner Salesforce, opera proprio in questo secondo livello, accompagnando le aziende nella configurazione, nell’integrazione e nell’evoluzione dell’ecosistema Salesforce sulla base dei processi reali dell’organizzazione.

Il punto non è comprare Salesforce, ma costruirlo bene

La vera domanda non è se Salesforce abbia molte funzionalità. Le ha.

La domanda è se quelle funzionalità possono essere organizzate per risolvere problemi concreti della tua azienda.

Se clienti, trattative e comunicazioni sono distribuiti tra strumenti diversi, se marketing e vendite lavorano su informazioni scollegate, se il customer care non ha una visione completa del cliente o se costruire un report richiede ogni volta di recuperare dati da più sistemi, il problema non riguarda semplicemente il software utilizzato. Riguarda l’infrastruttura.

È qui che si comprende perché parlare di Salesforce CRM sia corretto, ma non sufficiente. Salesforce parte dalla gestione della relazione con il cliente e costruisce attorno a quella relazione un ecosistema fatto di vendite, assistenza, marketing, e-commerce, dati, analytics, collaborazione, integrazioni e intelligenza artificiale. La sua forza sta nella possibilità di collegare questi elementi. La sua complessità sta esattamente nello stesso punto.

Per questo il valore non nasce dalla quantità di strumenti attivati, ma dalla capacità di costruire un sistema coerente con il modo in cui l’azienda lavora oggi e con il modo in cui vuole lavorare domani.

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angelo pastorelli romi ceo

AUTORE

Angelo Pastorelli

CEO

Sono un imprenditore da oltre 10 anni e ho fondato ROMI con l'obiettivo di creare una realtà che possa essere artefice della crescita delle società che vendono Servizi in Italia.

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