Il ruolo della content curation nel marketing aziendale

content curation nel marketing aziendale

INDICE

I contenuti sono diventati uno strumento di marketing centrale per qualsiasi azienda, sia per le PMI che per le imprese più grandi e strutturate. Come imprenditore sai bene che, se vuoi mantenere una presenza online solida e costante, devi produrre o condividere contenuti.

Creare contenuti originali richiede però una grossa mole di tempo e competenze specifiche: è un lavoro che potrebbe fare per te, ad esempio, un team di marketing in outsourcing

In questo contesto, emerge la cosiddetta content curation, una soluzione strategica che può servirti per ottimizzare la creazione di valore senza dover necessariamente generare contenuti ex novo.

Prima di addentrarci nei dettagli, dobbiamo partire da una premessa importante: fare content curation non significa condividere semplicemente articoli o post scritti da altre persone, ma comporta una selezione attenta, un’interpretazione critica e una presentazione mirata di informazioni rilevanti per il tuo pubblico o potenziali clienti. 

Se la tua azienda comincia a lavorare a un processo di cura dei contenuti, potrà sicuramente nel tempo posizionarsi come punto di riferimento autorevole nel tuo settore.

Definizione di content curation

La content curation è il processo di selezione, categorizzazione, organizzazione, assemblaggio e distribuzione di contenuti di valore provenienti da fonti esterne, con l’integrazione di un proprio commento o una propria prospettiva.

A differenza della content creation, che implica la creazione di contenuti originali, la content curation si basa sull’uso di risorse già esistenti, filtrandole in base alle necessità e agli interessi del tuo pubblico di riferimento.

Devi però fare molta attenzione a questo passaggio: la cura dei contenuti non significa semplicemente fare copia-incolla da altre fonti. È invece necessario un lavoro attento di ricerca e verifica delle fonti, per assemblare un contenuto rilevante, davvero informativo e di valore per gli utenti, spesso inondati e sopraffatti da una enorme mole di materiale online. 

Come curatore di contenuti diventi quindi una sorta di “filtro” che separa il rumore di fondo dalle informazioni utili, offrendo ai tuoi lettori solo i contenuti più rilevanti e di qualità.

La content curation rientra quindi, potenzialmente, in una più ampia strategia di content marketing, da affiancare anche alla creazione di contenuti originali. 

content curation cosa significa

Differenze tra content curation e content creation

C’è una grande differenza di fondo tra content curation e content creation, anche se possono diventare, come abbiamo visto, due pratiche complementari nella strategia di content marketing della tua azienda. Ecco la sostanziale differenza:

1

Content curation

Consiste nello sfruttare contenuti già esistenti: il lavoro del curatore è quello di selezionare le fonti giuste, aggregare le informazioni e presentarle in un “nuovo” contenuto personalizzato, aggiungendo ulteriore contesto e opinioni per un pubblico specifico.

2

Content Creation

Consiste nella creazione di contenuti del tutto nuovi, quindi prevede lo sviluppo di nuove idee e la produzione stessa del contenuto che deve rispondere ai bisogni specifici del target, rispettando l’identità del brand.

Se la content creation può essere paragonata alla produzione di un film, la content curation è più simile al lavoro di un critico cinematografico, che seleziona i migliori film, li analizza e li presenta al suo pubblico con una prospettiva originale.

Perché la content curation è importante per le aziende?

La content curation rappresenta un’opportunità strategica per le aziende, specialmente per le PMI che non dispongono delle risorse necessarie per produrre contenuti in maniera continuativa. Di seguito riportiamo i maggiori vantaggi di questa specifica attività di marketing. 

Risparmio di tempo e risorse

Secondo te, quale processo è più veloce tra: ideare, scrivere e produrre il design di un contenuto, oppure assemblare le informazioni di articoli scritti da terzi e aggiungere una piccola parte di testo per dare più valore ai tuoi clienti potenziali?

La risposta è semplice: fare content curation è sicuramente più veloce e consente alle aziende di risparmiare tempo e risorse, selezionando quelle più pertinenti per il proprio pubblico e integrandole in modo efficace nella propria strategia di marketing digitale

Puoi quindi generare engagement sui social o portare traffico sul tuo blog aziendale, costruendo una comunicazione con il tuo pubblico, raccomandando contenuti selezionati. Questo approccio consente di mantenere una presenza costante senza dover necessariamente creare contenuti originali in ogni momento.

Miglioramento della brand awareness

Grazie alla content curation aumenta la riconoscibilità della marca, quella brand awareness di cui tutti parlano, ma di cui spesso gli imprenditori sono poco consapevoli (per questo abbiamo scritto un articolo specifico sul personal branding per imprenditori). 

Quando condividi contenuti di valore con il tuo pubblico, non solo stai fornendo informazioni utili, ma stai anche associando il tuo brand a contenuti di qualità. Questo ti permette di posizionarti come un’autorità nel tuo settore, aumentando la tua credibilità e la fiducia del pubblico nei confronti della tua azienda. Diventi un esperto agli occhi degli utenti ed emergi dal rumore delle informazioni costanti a cui sono soggetti. 

Distribuendo contenuti da fonti affidabili e autorevoli, puoi anche ampliare la portata del tuo marchio. Quando citi e condividi il lavoro di altri, questi potrebbero restituire il favore, condividendo a loro volta i tuoi contenuti e ampliando la tua visibilità verso una nuova fetta di pubblico. 

Miglioramento dell’engagement del pubblico

Avviare un processo di cura dei contenuti non significa solo risparmiare tempo, ma coinvolgere maggiormente i lettori, fidelizzarli e creare nel tempo una vera e propria community che segue ciò che fai. 

Puoi offrire ai follower delle tue pagine aziendali, ad esempio, articoli, video e infografiche che li interessano e li coinvolgono, mantenendo viva la loro attenzione, diversificando il piano editoriale con l’apertura a temi vicini al tuo settore. In questo modo stimoli conversazioni e interazioni sui social media, con un conseguente aumento dell’engagement

Strategie di content curation per il marketing aziendale

Ora che abbiamo visto i benefici della content curation, è il momento di capire come utilizzarla in modo efficace. Per ottenere il massimo dalla cura dei contenuti, è fondamentale avere una strategia chiara e ben definita. 

Definire il pubblico di riferimento

A chi stai parlando? Quali sono i problemi e i bisogni dei tuoi potenziali clienti? Sono queste le domande che devi farti prima di procedere con il processo di ricerca delle fonti per una content curation efficace. Per rispondere a queste domande, è necessario analizzare la customer journey, ovvero il percorso che un potenziale cliente compie dalla scoperta del brand fino alla decisione di acquisto.

Questo viaggio non è lineare, ma si sviluppa in varie tappe chiave che possono essere mappate per capire meglio i bisogni e le aspettative del tuo pubblico. Ecco le principali fasi della customer journey: 

  • Consapevolezza: l’utente scopre un problema e cerca informazioni; offri contenuti educativi che attirino l’attenzione;
  • Considerazione: l’utente valuta soluzioni, quindi a questo punto puoi fornire approfondimenti come casi studio e comparazioni per guidare la scelta;
  • Decisione: l’utente è pronto all’acquisto, spingilo con offerte personalizzate e testimonianze;
  • Fedeltà: mantieni il cliente soddisfatto post-acquisto con contenuti utili e programmi di fidelizzazione.

Ora che conosci queste quattro fasi, puoi identificare i contenuti più rilevanti da curare e condividere, assicurandoti che siano perfettamente allineati ai bisogni del tuo pubblico in ogni momento del customer journey. 

La content curation è utile quindi per una comunicazione esterna con scopi di marketing, ma può essere molto utile anche come comunicazione interna alla tua azienda per una strategia efficace di Knowledge Management.

Scegliere l’argomento da curare

Per sviluppare una strategia di content curation, è vitale scegliere un argomento specifico, che sia vicino al tuo settore e che possa essere di interesse per il pubblico. fatti queste tre domande per trovare un argomento da trattare che produca risultati:

Panorama competitivo: quanta concorrenza c’è su questo argomento?

Interesse: il mio pubblico di riferimento è interessato a questo argomento?

Panorama generale: c’è abbastanza contenuto su questo argomento da poter curare?

Se la risposta a queste domande è positiva, allora hai individuato il contenuto giusto da poter curare. 

Utilizzare fonti affidabili

Per essere credibile agli occhi del tuo pubblico, devi sempre utilizzare fonti affidabili nella tua strategia di content curation. Le fake news sono all’ordine del giorno: è bene informarsi sulle fonti o enti di ricerca verificati, che non creano contenuti per il mero scopo di fare click e guadagnare sul web. Evita quindi tutte le fonti che trattano argomenti in maniera sensazionalistica. 

La qualità delle fonti incide direttamente sull’affidabilità dei contenuti che condividi, influenzando la percezione del tuo brand. Tra le fonti che puoi selezionare ci sono, ad esempio:

  • Blog di settore che trattano argomenti verticali in maniera affidabile
  • Magazine online che forniscono informazioni accurate come MIT Technology Review
  • Pubblicazioni accademiche o aggregatori come PubMed e Google Scholar
  • Report aziendali che forniscono dati e informazioni precise 

Curare contenuti su diverse piattaforme

Una volta selezionati i contenuti, è importante distribuirli attraverso diverse piattaforme per massimizzare la visibilità. Ogni piattaforma ha un pubblico diverso e richiede un approccio specifico. Ad esempio, LinkedIn è ideale per contenuti professionali e orientati al B2B, mentre Instagram e Facebook possono essere utilizzati per contenuti più visivi e interattivi.

Un content calendar ti aiuterà a gestire la programmazione e a mantenere una presenza costante su ogni piattaforma, adattando il formato del contenuto al canale scelto.

Tutto il lavoro di ricerca e organizzazione dei contenuti è stato una preparazione per condividere la tua raccolta con il pubblico target. Questo è il momento decisivo. Come curatore, è importante decidere quali canali di condivisione siano più adatti al tuo pubblico. Esplora diverse opzioni di distribuzione, come:

Un sito dedicato

Una newsletter

Post sui social media

Un widget di notizie sul sito

Ogni canale ha i suoi vantaggi e svantaggi, quindi esplora e adatta la tua strategia per raggiungere il pubblico nel modo più efficace.

Strumenti utili per la content curation

La cura dei contenuti viene facilitata da strumenti che semplificano i processi e in parte consentono di automatizzare il lavoro. Vediamo i migliori.

Software e piattaforme di content curation

Per fare content curation come si deve è necessario, quindi, portare avanti attività di content management, che prevedono diversi passaggi: dallo scegliere le giuste fonti, che vanno sempre creditate, alla rielaborazione dei contenuti, con una personalizzazione che consiste nel riadattarli al tuo pubblico. 

Per fare tutto questo hai bisogno di tool, di strumenti pensati appositamente per trovare e gestire una grande mole di fonti e contenuti creati da terzi. Ecco i migliori:

  • Feedly: aggregatore di contenuti che ti permette di seguire fonti e blog, mantenendo tutte le informazioni in un unico feed.
  • Pocket: ti consente di salvare articoli e contenuti da leggere o condividere in seguito, organizzandoli con etichette.
  • Google Trends: analizza le tendenze di ricerca per scoprire argomenti attuali e rilevanti.
  • Flipboard: crea una rivista digitale personalizzata curando contenuti da fonti selezionate.
  • Curata: piattaforma che trova e suggerisce contenuti rilevanti, automatizzando la pubblicazione su vari canali.

Automazione della cura dei contenuti

Per risparmiare tempo e migliorare l’efficienza di questa attività, devi automatizzare i processi. In aiuto arrivano alcuni strumenti e piattaforme, che riducono il carico di lavoro manuale, selezionando e distribuendo i contenuti in automatico. Eccone alcuni: 

  • Hootsuite: una piattaforma che permette di gestire e programmare post su vari canali social, monitorare conversazioni e analizzare le prestazioni.
  • Buffer: un altro strumento di gestione dei social media che semplifica la programmazione dei post e l’analisi del coinvolgimento.
  • ContentStudio: strumento all-in-one per la cura e programmazione di contenuti su social media, blog e altre piattaforme, con monitoraggio delle performance integrato.

Misurare il successo della content curation

Ora che hai selezionato, creato e distribuito i tuoi contenuti, è la volta di monitorare i risultati. Per farlo, devi definire e seguire una serie di KPI che ti permettano di valutare l’efficacia dei contenuti curati e di apportare eventuali miglioramenti.

KPI e metriche da monitorare

Le principali metriche da tenere sotto controllo in una attività di content curation possono essere:

  • Engagement: misurato attraverso like, commenti, condivisioni e interazioni sui social media, l’engagement mostra quanto il tuo pubblico è coinvolto nei contenuti curati. 
  • Traffico: questa metrica misura il numero di visite che i tuoi contenuti curati generano verso il sito web o altre piattaforme. 
  • Lead generation: il numero di contatti qualificati raccolti attraverso i contenuti curati rappresenta un KPI chiave, specialmente per le aziende che puntano a convertire l’interesse in vendite.
  • Conversion rate: misura la percentuale di visitatori che compiono un’azione desiderata, come l’acquisto di un prodotto o l’iscrizione a un servizio.
  • Tempo di permanenza e bounce rate: il tempo che gli utenti trascorrono sui tuoi contenuti e la percentuale di coloro che abbandonano la pagina subito dopo l’accesso.

Ottimizzare in base ai risultati

Quando hai raccolto i dati, devi analizzarli attentamente e usarli per migliorare costantemente la tua strategia di content curation. In questo modo puoi identificare i contenuti che stanno performando meglio, quelli che portano più traffico, engagement o lead.

Se noti che determinati tipi di contenuti, ad esempio video, infografiche o articoli di settore, stanno ottenendo un tasso di coinvolgimento più elevato o generano più contatti qualificati, potresti focalizzare maggiormente le tue risorse su questi formati o argomenti.

Conclusioni

La content curation rappresenta una risorsa preziosa per le aziende che vogliono mantenere una presenza online attiva e rilevante, senza gravare eccessivamente sulle proprie risorse. Attraverso una selezione attenta e una distribuzione mirata di contenuti di qualità, è possibile migliorare la brand awareness, aumentare l’engagement del pubblico e risparmiare tempo prezioso.

Integrare la content curation nella strategia di marketing della tua azienda non è solo utile, ma essenziale per restare al passo con le esigenze del mercato e dei consumatori.

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candido romano romi copywriter

AUTORE

Candido Romano

Copywriter

Copywriter e Giornalista, da oltre 10 anni scrivo per vendere, emozionare e informare. Aiuto le aziende a crescere con testi di marketing per campagne pubblicitarie, landing page, email e blog.

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